Passa ai contenuti principali

SALONE DEL LIBRO: OGGI SUL CORRIERE

Oggi sul Corriere 

Commenti

  1. Ho letto con estrema attenzione il suo articolo già questa mattina sul Corriere della Sera. Ho, finalmente, trovato un ragionamento logico, una disamina dei fatti non persecutoria, tante pillole di " buon senso" che intelligentemente contrastano il populismo ( chissà se posso usare questo termine inflazionato) che pervade gli articoli di molti suoi colleghi. Certamente "fa notizia" la torta da mille euro o l'acquisto di frutta ( poi corretta in acquisto di dolci) presso la comunità monastica di "Boves": così era scritto! A me risulta che una comunità monastica sia a Bose e che Boves leghi il suo nome ad altre vicende di altro e più alto valore. Ma tant'è: per insistere sul reato di peculato tutto, per alcuni, va bene. Ha, come spesso accade, ragione lei. Se ci sono stati reati il Presidente Picchioni pagherà. Ho però l'impressione che stia già pagando prima che sia stato effettuato un minimo controllo sulle ipotesi di reato attraverso un accanimento mediatico ( e non solo) veramente inaccettabile.
    La vicenda del Salone mi ritorna in mente spesso come la trama di un thriller. Ricordo i primi commenti che pubblicai sui suoi post e mi sembra quasi di aver previsto tutto: l'inserimento di membri provenienti da Milano nel CDA, gli strani rapporti del "Sistema Torino" con Gl Events ( che ora è tra i proprietari del marchio), la volontà di rottamare Picchioni per" distruggere " la Fondazione", la lunghissima inchiesta giudiziaria che per 4 anni ha visto sulle prime pagine dei giornali un solo "attore",un unico capro espiatorio ....
    Temo, ora, la lentezza della giustizia italiana.
    Sono certa che la verità verrà a galla ma non si può dire che non stato fatto, gratuitamente, del male.
    Grazie Gabriele Ferraris per la sua obiettività e per essere una delle poche voci fuori dal coro.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

CHOMET, BOLLANI E JERRY RUBIN: ECCO UN FESTIVAL STELLARE MA LOW COST

Due cose mi piacciono in particolare dell'imminente ventiseiesima edizione di Sottodiciotto - che da quest'anno diventa "Sotto18+" a indicare la volontà di rivolgersi sempre più (appunto...) a tutti, non soltanto ai giovanissimi. Due cose, intendo, oltre a tutto il resto, dato che da sempre ho molti ottimi motivi per apprezzare Sottodiciotto. Prima cosa, la serata di sabato 13 dicembre: per la proiezione di "Marcel et monsieur Pagnol", l'ultima opera di Sylvain Chomet , saranno presenti in sala il regista -  a mio avviso il massimo genio vivente dell'animazione - e l'autore delle musiche, il meraviglioso Stefano Bollani . Se considerate che quella sera, in sala, ci sarà pure un pianoforte, dovrete convenire che un festival può essere grande anche senza un grande budget. Come non è grande il buget di Sottodiciotto: 60 mila euro in totale dal Comune, 65 mila dalla Compagnia di San Paolo, 20 dalla Fondazione Crt, qualcosa - ma non si sa ancora se e...