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MERCATINI, TUTT'APPOSTO: C'E' L'AVVALIMENTO, E RENDONO PURE. WHAT ELSE?

De Mango, a sin., con la commercialista e il  collaboratore durante l'audizone
Con appena un mesetto di ritardo, infine ieri l'amministratrice unica di Mercatini srl Maura De Mango si è degnata di presentarsi davanti alle Commission riunite 3 e 5. Ormai la festa è passata, chi ha avuto ha avuto. Ma almeno abbiamo visto in faccia la signora Maura De Mango; la quale ha avuto persino la bontà di scusarsi per i toni con cui, la volta scorsa, aveva sfanculato la convocazione. Già un passo avanti: all'epoca dei fatti, dopo la prima sgarbatissima lettera, la signora De Mango ne aveva spedita una seconda in cui confermava di non poter aderire alla convocazione perché molto impegnata ma, affermava, tale rifiuto era stato "non solo travisato, ma anche strumentalizzato, in modo anche forzato". Stavolta, invece, la signora ha sostenuto che il suo comportamento fu conseguenza dello stress per il troppo lavoro.
Scuse accettate, naturalmente. In effetti il troppo lavoro è un'ottima ragione per sfanculare il prossimo.
E vabbé. La signora De Mango arriva con seguito di collaboratori. Nell'ordine: 1) una giovinetta presentata come quella che si occupa degli espositori ma a domanda precisa non è in grado di dire quanti fossero, in percentuale, gli espositori piemontesi dell'ultima edizione, dovrebbe "rivedere i dati", e se io al liceo rispondevo così alla prof di greco quella mi diceva che avrei dovuto studiare prima dell'interrogazione e mi mandava al posto con un tre; 2) una signora che è insieme commercialista, amica e socia, e si rivelerà preziosa quando l'audizione andrà sui particolari tecnici degli incroci societari; e 3) un "collaboratore che si occupa degli allestimenti" nella persona di Paolo Madoglio, già titolare della E20 Manifestazioni e Allestimenti, società che ottenne l’organizzazione del mercatino Italo-Tedesco del 2015 in piazza Solferino (ma finì con un contenzioso con il Comune); e in seguito collaboratore, per l'appunto, delle società che hanno organizzato i mercatini natalizi a Torino, da Cat nel 2016 (anche allora finì con un contenzioso con il Comune) a Mercatini di Bolzano nel 2017, società che cambiò lestamente nome in Mercatini srl perché non c'entrava niente con Bolzano e i bolzanini protestavano. E come Mercatini srl organizza nel 2018 e nel 2019.
 "Sono un professionista del settore", spiega Paolo Madoglio, e non c'è motivo per dubitarne. Mi lascia al limite perplesso che parli diffusamente dei "quattro mercatini"di quest'anno, compreso quindi quello di piazza Santa Rita: eppure io ci sono passato il 31 dicembre, in piazza Santa Rita, e ci ho trovato soltanto una dozzina di baracchette deserte e senza manco il tetto. Ma forse era un'altra piazza Santa Rita, e certo sono io che ho sbagliato qualcosa: giorno, ora, magari città.
Quanto agli interrogativi che nascono dal groviglio di società legate a 'sta telenovela infinita, continuo a non capirne niente: se ci tenete, a questo link trovate tutti i riferimenti per un ripasso. Io confesso che l'intervento della signora De Mango ieri in Commissione non ha granché contribuito a illuminarmi. Certo per mia inadeguatezza. Ma pure lei, povera, mi è parsa alquanto spaesata, tant'è che alle prime difficoltà è intervenuta a soccorrerla l'informata commercialista e amica e socia. Diciamo che dall'amministratrice unica di una società mi sarei aspettato che ne capisse più di me, della sua società. Ma che importa? Ciò che emerge dalla seduta fiume di ieri è che la Mercatini srl ha vinto un regolare bando per organizzare i mercatini di Natale, e non c'è nulla di misterioso. Lo ribadiscono con forza non solo i responsabili della Mercatini srl, ma anche quelli del Comune.
L'Assessore triste Sacco con volto mesto sottolinea che nei bandi "la parte tecnica controlla i requisiti e dà un parere neutro, mentre la politica non mette becco". Avrei qualcosa da obiettare a tale asserzione, almeno per quanto riguarda certi bandi della cultura; ma qui trattasi di commercio, è tutto diverso.
La "parte tecnica" tirata in ballo da Sacco è rappresentata dal funzionario Caciotto, che a suo tempo aveva seguito la procedura di bando: il Caciotto conferma che i requisiti di Mercatini srl risultavano adeguati.
Ma il bando richiedeva un'ampia e comprovata esperienza nel settore - gli obiettano i consiglieri-commissari d'opposizione - mentre la signora De Mango stessa ha riconosciuto che la sua società, da poco costituita, quando ha partecipato quell'esperienza proprio non la possedeva... Caciotto spiega che c'è stato l'avvalimento. 
E cos'è l'avvalimento?
L'avvalimento - cito da Wikipedia, neh - nell'ordinamento giuridico italiano è un istituto giuridico riguardante il settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Tramite tale istituto un operatore economico che partecipa ad una procedura di gara per l'affidamento di un appalto pubblico per il quale è richiesto il possesso di determinati requisiti (economico-finanziari o tecnico-organizzativi), può dichiarare di avvalersi dei requisiti di un altro operatore economico. L'Impresa che "presta" i propri requisiti (ausiliaria) a quella partecipante (ausiliata) resta estranea sia alla gara che al successivo contratto, ma deve formalmente impegnarsi sia nei confronti dell'Impresa validata che nei confronti della Stazione appaltante a mettere a disposizione della prima, per tutta la durata dell'appalto, tutte le risorse di cui questa risulta carente".
Mercatini srl ha partecipato al bando con l'avvalimento di una società di Milano, tale Pmi (sulla quale non ci è dato di sapere di più) nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di appalti pubblici. La legge lo consente e la legge è legge. 
Buono a sapersi. Quando dovrò farmi operare la prostata mi premurerò di controllare che il chirurgo non sia in realtà uno studente del primo anno con l'avvalimento di un luminare che sta a Milano. Comunque alla mia prostata ci penso io, e ai mercatini ci pensino Sacco, o i tecnici del Comune.
Quello che mi fa invece girare i coglioni è il "tocco in più" che Sacco ritiene di offrire quando tira fuori la solita lista con le cifre che spendeva Fassino per il Natale coi fiocchi. Da sempre la linea del Piave sacchiana è: Fassino pagava gli organizzatori, mentre noi ci facciamo pagare. In effetti, Mercatini srl versa al Comune un canone di 140 mila euro. Mi pare giusto. Non è del tutto giusto invece dire che "Fassino pagava", perché già allora c'erano gli sponsor del sindaco, sempre pronti a cacciare generosamente, proprio come accade oggi, e in mille occasioni, o no? E soprattutto 'ste cose non venirle a raccontare a me, che ci sfanculavo Fassino quando voi manco immaginavate di sentirvi chiamare un giorno sindaco, assessore e vossignoria. 
Ma poi che ragionamento è? Se ci guadagni, va bene tutto?
La risposta mi arriva, pronta, in chiusura di seduta. Prende la parola un consigliere-commissario, tale Fornari, biliosissimo; e si lancia in una veemente filippica contro quelli che non apprezzano la grande bellezza dell'iniziativa e fanno le pulci e criticano mentre, conclude trionfalmente il nostro cavaliere dell'ideale, "se l'evento ha portato un introito per me va bene".
Fantastico. Gordon Gekko, roditi il fegato.

P.S. E oh, zio, guarda che io faccio le pulci e critico quanto cazzo mi pare, che con quel che mi costate pretendo fin troppo poco. E capisco che possa essere fastiodoso, ma non so che farci. Si chiama democrazia.

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