Non so se vi appassiona, il dibbattito sulle Comunali dell'anno prossimo. A me interessa relativamente (relativamente ai pupazzi da raccontare per i prossimi cinque anni, o quel che sarà...), ma l'ozio d'agosto mi suscita mostri che s'incartano (nel senso che finiscono su carta) in articoli per il Corriere come quello sul Sindacomercato o quello uscito oggi (ecco il link) sulle prospettive e le aspettative dei tre schieramenti. Non sono da prendere come oro colato, come d'altronde gran parte delle pensose analisi dei politologi professionisti. Sempre cazzeggi sono. La differenza è che io non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo.
Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...
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