Non so se vi appassiona, il dibbattito sulle Comunali dell'anno prossimo. A me interessa relativamente (relativamente ai pupazzi da raccontare per i prossimi cinque anni, o quel che sarà...), ma l'ozio d'agosto mi suscita mostri che s'incartano (nel senso che finiscono su carta) in articoli per il Corriere come quello sul Sindacomercato o quello uscito oggi (ecco il link) sulle prospettive e le aspettative dei tre schieramenti. Non sono da prendere come oro colato, come d'altronde gran parte delle pensose analisi dei politologi professionisti. Sempre cazzeggi sono. La differenza è che io non ho nessuna difficoltà ad ammetterlo.
Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare. Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.
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