Passa ai contenuti principali

IL REGIO NON STA MAI FERMO: LA CORTE DEI CONTI DICE SI' ALL'INTEGRATIVO, PURCHIA CHIAMA ANDOLFI

Passata è la tempesta, odo augelli far festa.
Con la speranza di poter riaprire il 26 aprile, colori permettendo, nel mondo dello spettacolo dal vivo è tornata un'aria frizzantina da "Quiete dopo la tempesta" che descrivo diffusamente nell'articolo di stamattina sul Corriere. Se e quanto torneremo in zona gialla, anche il Regio ripartirà a pieno regime: c'è "Traviata" già bell'e pronta, che aspetta soltanto di andare in scena. Nel frattempo l'iperattiva commissaria Rosanna Purchia continua il repulisti iniziato con il licenziamento in tronco di Francesca Orazi, il capo del personale che Graziosi aveva importato dalle Marche, e con il prego-si-accomodi a Roberto Guenno, il corista che dagli uffici dirigenziali a cinque stelle se n'è tornato al posto suo nel coro. 

Fuori Cascio, dentro Andolfi

Ora è toccato a Paolo Cascio, il musicologo che Graziosi aveva spostato dall'ufficio stampa all'ufficio di presidenza, e che in seguito era salito al ruolo di segretario artistico vincendo un concorso che vedeva nella commissione esaminatrice la succitata Orazi, il sovrintendente dell'epoca Schwarz e la direttrice del teatro Coccia di Novara Camilla Baroni. La sua nomina all'epoca non aveva suscitato critiche, Cascio era considerato competente e adatto al ruolo, ma sarebbero emerse alcune questioni burocratiche legate al suo contratto, rinnovato lo scorso anno pochi mesi prima del commissariamento (come pure quello della Orazi).
Francesco Andolfi
Per sostituire Cascio la Purchia ha convocato un suo fedelissimo, un certo Francesco Andolfi già al suo fianco come segretario artistico quando la commissaria era sovrintendente del San Carlo di Napoli. Vedremo, non mancherà occasione di verificare quanto vale. Al momento non posso che segnalare un curioso intreccio di vite e teatri. Andolfi (come risulta dal suo curriculum) nel 2012 diventa "Responsabile dei servizi musicali e dell’attuazione del programma di attività annuale" del Teatro alla Scala di Milano, sotto la sovrintendenza di Stéphane Lissner: dopo circa sei mesi, però, se ne torna al San Carlo con il ruolo di segretario artistico. Seconda puntata: un anno fa, aprile 2020, Lissner diventa sovrintendente del San Carlo (succedendo proprio alla Purchia) e assegna ad Andolfi la direzione dell'organizzazione della produzione. Dopo appena un anno, Andolfi è in arrivo al Regio (ma al momento sul sito del San Carlo risulta ancora nello staff di quel teatro): di sicuro, trattasi di uno spirito nomade.

La Corte dei Conti ha detto sì

Intanto, l'altro giorno la commissaria ha portato a casa il via libera della Corte dei Conti al nuovo (e innovativo) contratto integrativo che lei considera la pietra portante per un Regio risanato. La Corte ha "certificato l’attendibilità della quantificazione dei costi relativi al contratto" e la loro compatibilità con gli strumenti di programmazione e bilancio della fondazione. In particolare, la Corte "ha esaminato l’entità e l’affidabilità delle voci di entrata esposte, sottolineando la qualità dei risultati gestionali attesi e rimarcando che risultano altrettanto essenziali sia l’acquisizione delle contribuzioni pubbliche e private, sia il conseguimento dei risultati previsti nella vendita di abbonamenti e biglietti", nonché "i prospetti analitici di calcolo relativi agli istituti contrattuali integrativi, con particolare attenzione per l’indennità di flessibilità operativa e il premio di risultato, nell’ambito di una verifica complessiva di tutte le voci di costo afferenti il personale in servizio e che la fondazione prevede di utilizzare nel triennio 2021-2023, constatando il netto miglioramento rispetto al precedente contratto integrativo". Un viatico niente male in vista del procedimento di approvazione del piano di risanamento da parte di MiBact e Mef, presupposto fondamentale per ottenere il prestito statale (fino a 20 milioni) dell’ex Legge Bray che consentirebbe al Regio di estinguere buona parte dei debiti pregressi.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

CHOMET, BOLLANI E JERRY RUBIN: ECCO UN FESTIVAL STELLARE MA LOW COST

Due cose mi piacciono in particolare dell'imminente ventiseiesima edizione di Sottodiciotto - che da quest'anno diventa "Sotto18+" a indicare la volontà di rivolgersi sempre più (appunto...) a tutti, non soltanto ai giovanissimi. Due cose, intendo, oltre a tutto il resto, dato che da sempre ho molti ottimi motivi per apprezzare Sottodiciotto. Prima cosa, la serata di sabato 13 dicembre: per la proiezione di "Marcel et monsieur Pagnol", l'ultima opera di Sylvain Chomet , saranno presenti in sala il regista -  a mio avviso il massimo genio vivente dell'animazione - e l'autore delle musiche, il meraviglioso Stefano Bollani . Se considerate che quella sera, in sala, ci sarà pure un pianoforte, dovrete convenire che un festival può essere grande anche senza un grande budget. Come non è grande il buget di Sottodiciotto: 60 mila euro in totale dal Comune, 65 mila dalla Compagnia di San Paolo, 20 dalla Fondazione Crt, qualcosa - ma non si sa ancora se e...