Passa ai contenuti principali

È MORTO L’ARTISTA PIERO GILARDI

 

ANSA- TORINO 5 MARZO. E' morto Piero Gilardi, uno degli artisti italiani più noti a livello internazionale tra quelli della sua generazione. Nato a Torino nel 1942, ha saputo interpretare alcuni cambiamenti epocali che hanno investito la società a partire dagli anni Sessanta. Maestro dell'Arte Povera, è stato uno dei precursori dei temi ambientali. Tra le sue prime opere, e anche tra le più note, ci sono i Tappeti-Natura, realizzate in poliuretano espanso per denunciare la mercificazione e il degrado dell'ambiente. "Non ci lascia solo un grandissimo artista, ma un grande critico, un grande teorico e un grande animatore dei movimenti. Un sognatore che ha cercato di portare l'attenzione sulle tematiche ambientali anticipando molto i tempi, e quindi un grande visionario"", commenta Enrico Carlo Bonanate, direttore del Pav (Parco d'arte vivente), centro sperimentale di arte contemporanea integrato nella natura, creato da Gilardi a Torino. "Il Pav organizzerà una mostra a novembre sulla sua figura. Sarà un'occasione per ricordarlo nel luogo fondato da lui, nel suo sogno. Il Pav, aperto nel 2008, è stata la sua ultima opera, ma la più grande di tutte perché è un luogo vivente, un museo, un bene della collettività. Incarna in pieno tutto il suo percorso sia di persona sia di artista", spiega Bonanate.

    Figlio della pittrice e modella Cecilia Lavelli, Gilardi debutta nel 1963 con l'opera neodadaista Macchine per il futuro presso la Galleria L'Immagine di Torino, partecipando alla nascita dell'Arte Povera e della Land Art. Nel clima politicizzato della fine degli anni Sessanta, decide di interrompere la produzione artistica e cerca nuove esperienze di vita nelle aree periferiche del pianeta, partecipando all'elaborazione teorica di nuove tendenze artistiche, Land Art, Antiform Art, Arte Microemotiva.
    Vicino alla 'nuova sinistra' (sinistra extraparlamentare), abbraccia i movimenti artistici della creatività collettiva e spontanea, vivendo esperienze creative non solo in Italia, ma anche in Nicaragua, in vari Paesi dell'Africa e nei territori dei nativi americani negli Stati Uniti. Ritorna alla piena produzione artistica nel 1981, anno nel quale inizia anche una ricerca interattiva e multimediale, volta al coinvolgimento pieno e dinamico del pubblico nelle installazioni da lui create (Pulsazioni, Absolut, Shared emotion). Tra le numerose personali quelle al Castello di Rivoli (2012), al Pav di Torino (2013), al Maxxi di Roma (2017) e al Michel Rein di Parigi (2020). A maggio 2022, il Magazzino Italian Art di Cold Spring, nello stato di New York ha aperto al pubblico una mostra dedicata a Gilardi e ai Tappeti-Natura.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...