Passa ai contenuti principali

CULTURA STROZZATA: ALMENO NE PARLANO


A seguito della recente lettera aperta di Alessandro Gaido (vedi il post "Come si strozza la Cultura), un consigliere di minoranza in Consiglio regionale ha presentato un'interrogazione urgente che immagino lasci il tempo che trova, ma che pubblico comunque volentieri:

“Sempre più Enti e Associazioni culturali stanno entrando in difficoltà a causa dei tempi di erogazione dei contributi assegnati da parte della Regione, difficoltà aggravata dall’aumento del costo del denaro che pesa sui bilanci in modo sempre più significativo – afferma Silvana Accossato presidente di Liberi Uguali Verdi in Consiglio regionale presentando l’interrogazione urgente. - Le attuali tempistiche e i forti ritardi nei pagamenti stanno mettendo in ginocchio diverse realtà culturali che devono anticipare una buona parte dei costi e devono far affidamento su anticipazioni bancarie sempre più onerose che rischiano di portarle al fallimento", prosegue la capogruppo di LUV che oltre che a chiedere la convocazione del tavolo della cultura chiede “misure urgenti come ad esempio l’utilizzo di Finpiemonte per garantire anticipi e saldi dei contributi in tempi rapidi”.
“La giunta ha risposto che ci sta lavorando, ma l’ipotesi, la cui fattibilità sembra tutta da verificare e di non immediata attuazione, di conteggiare gli interessi passivi nel piano finanziario comporterebbe nei fatti una riduzione del sostegno alle attività culturali, sostegno già sempre molto stringato per la miriade di piccole realtà culturali", conclude Silvana Accossato sottolineando come la situazione sia drammaticamente urgente e vadano presi provvedimenti immediati.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...