Ho un problema. Vorrei dire una cosa, ma non so se faccio bene.
Mi spiego. Ieri ero al Regio per la presentazione della stagione estiva, cinque concerti in luglio, alta qualità e prezzo extra.popolare (5 euro), nello splendore della sala grande - con 'sto clima monsonico all'aperto non conviene - e con l'aria condizionata che, ammetterete, è anche meglio che al centro commerciale. Lo sottolineo a beneficio di quelli che "il Regio è troppo elitario": trovatemi un altro posto in città dove con 5 euro ti fai la serata al fresco e senti pure musica degna anziché la brodaglia dei centri commerciali.
C'era il sovrintendente Mathieu Jouvin (foto) e si faceva il bilancio di un'altra ottima annata, coronata dal premio Abbiati a "La Juive" come miglior spettacolo del 2023, dalla crescita del pubblico giovane e degli incassi e della visibilità e dei riconoscimenti internazionali e dei progetti per il futuro e tutte le altre buone cose che stanno succedendo al Regio, non ultimo il piacere personale che ho provato a scoprire un'opera deliziosa come "La rondine" pucciniana, in un cartellone che quest'anno mi ha riservato altre gustose serate, tipo una "Fanciulla del West" che ha entusiasmato il sergioleoniano che è in me.
Insomma, stavamo lì a questo incontro stampa e io pensavo "diamine, questo Jouvin è proprio in gamba", e di pensiero in pensiero me n'è passato per la mente uno davvero pericoloso: "Ma stai a vedere - mi son detto - che abbiamo trovato un altro Christian Greco?".
Ecco, l'ho scritto. E adesso ho paura, fratelli miei. Ho paura che, per chissà quali vie traverse, quest'improvvida intuizione pervenga all'orecchio attento di Sangiuliano, sempre vigile a individuare eccellenze torinesi da cacciare e sostituire, possibilmente con mediocri, o peggio.
Al momento il Sangiu è indaffaratissimo nell'impresa di smontare e mandare a ramengo (non appena gli sarà possibile senza provocare maldipancia al povero Cirio) il Dinamico Duo responsabile delle fortune dell'Egizio: come ho avuto modo di raccontare in tempi non sospetti, lo scaltro piano ministeriale consiste nel sostituire la Christillin con lo stravagante egittologo-ministro egiziano Hawass, e accompagnare così all'uscita pure Christian Greco rimpiazzabile, a illuminato parere del futuro assessore regionale alla Cultura, con "figure potenzialmente più qualificate".
Ma allorché tale astuto piano sarà per nostro scorno e disdetta perfezionato, ma anche se naufragherà a causa dell'insurrezione dei torinesi, non vorrei - ecco la mia preoccupazione - che l'alacre Sangiu si accorgesse dell'esistenza in città di un emulo di Greco, e rivolgesse analoghe amorevoli cure a Jouvin e al Regio.
A scanso di guai, forse il buon Mathieu dovrebbe rallentare un po', peggiorare le performance, magari combinare qualche minchiatella. Di questi tempi nessuna buona azione resta impunita.
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