Ricevo dall'ufficio stampa del Comune e - indeciso se ridere o piangere - pubblico. Rimando ogni commento all'articolo uscito sul Corriere (e che ricopio qui in calce non essendo disponibile on line), e comunque mi limito a confermare quanto scritto: al Comune il rock gli porta sfiga:
L’unica proposta progettuale pervenuta in risposta all’avviso pubblico relativo all’organizzazione del Festival Todays 2025 è stata ritenuta non idonea. Lo ha deciso la commissione artistica incaricata, dopo il via libera per l’ammissibilità del progetto da parte della commissione tecnica, di valutare le proposte sotto il profilo artistico e musicale. La commissione, presieduta dalla direttrice comunale Daniela Maria Vitrotti e composta dal giornalista di Rolling Stone Firenze Davide Agazzi, dal giornalista di Rumore e Torinosette Francesco Vignani, dal giornalista de Il Mattino di Napoli Federico Vacalebre e dal consulente di spettacolo dal vivo e direttore del 24FRAME Future Film Fest Bologna Andrea Minetto, ha ritenuto che l’unico progetto pervenuto non fosse idoneo a rappresentare pienamente le necessità espresse nel bando, sia in termini di coerenza con gli obiettivi culturali prefissati, sia in relazione all’impegno economico previsto per la sua realizzazione.
Al termine della seduta della commissione la Fondazione per la Cultura Torino, incaricata della gestione del bando, ha provveduto alla pubblicazione dell’esito sul sito e lo ha comunicato agli assessori ai Grandi Eventi e alla Cultura Domenico Carretta e Rosanna Purchia, informandoli che, in assenza di un aggiudicatario, la Fondazione non sarà nelle condizioni di organizzare direttamente l’iniziativa, prevista per il mese di agosto 2025, poiché i tempi tecnici non lo consentirebbero.
Il bando, pubblicato dal 7 gennaio al 10 febbraio scorso, prevedeva un contributo di 540 mila euro per l’organizzazione di un festival estivo, che prevedesse una durata di quattro giornate consecutive (di cui una ad accesso gratuito) per il palco principale e attività diffuse per sette giornate, con particolare attenzione al territorio della Circoscrizione 6, nel periodo compreso dal 18 agosto al 4 settembre a Parco Dora.
Ed ecco il commento sul Corriere:
«E anche Todays se lo semo levato...». Verrebbe da citare il grande Riccardo Garrone di «Vacanze di Natale», se non fosse che la situazione più che comica è deprimente: il fallimento del bando per il «festival comunale» più sventurato della storia è un disastro annunciato e già certificato dalla malconcia edizione del 2024; e non che quelle precedenti avessero spaccato, almeno in termini di spettatori.
Creatura artificiale, voluta da Fassino per intestarsi un suo festival dopo l'eutanasia di Traffic, Todays non è mai riuscito a concretizzare le roboanti aspettative comunali di un «evento di richiamo internazionale», e con la defenestrazione del creativo direttore Gozzi aveva perso pure le stimmate della rassegna innovativa benché di nicchia.
La dice lunga, del collasso di Todays, il fatto stesso che quest'anno soltanto l'agenzia Reverse, già responsabile dell'edizione 2024, si sia candidata per organizzarlo. E massimo rispetto alla commissione giudicatrice che, ritenendo quell'unico progetto «inadeguato», senza fare sconti non ha esitato a mandare a monte il bando. I tentennamenti, la ritardatissima pubblicazione, le incertezze sulle location, l'impressione che anche a Palazzo Civico non si sapesse bene che pesci pigliare: tutto contribuiva ad addensare su Todays la mesta cappa della sfiga. E chi è disposto a imbarcarsi in un'impresa segnata fin dall'inizio?
Sorprende piuttosto l'accanimento terapeutico del Comune, che contro ogni evidenza ha tirato diritto, anziché prendere atto dell'impossibilità di rianimare un Todays ormai nel coma dell'irrilevanza. Toglierlo a Gozzi è stato certo un errore, perché se non altro un'anima il suo Todays ce l'aveva. Ma non era comunque il «volano turistico» vagheggiato dalla civica amministrazione. Insomma, il gioco non valeva la candela del budget: né dei 650 mila euro dell'anno passato, e neppure dei 540 mila stanziati per il 2025.
Piuttosto, se gli ballano in tasca tutti quei soldi e davvero vogliono fare qualcosa per un'ipotetica «Torino città della musica», i nostri Cercatori di Grandi Eventi investano sull'esistente. Anziché inventare il nulla dal nulla, si guardino attorno e capiscano il valore dei festival nati non per decreto municipale, bensì dalla passione, dall'intelligenza, dalla competenza di chi li ha immaginati e fatti crescere a prezzo di investimenti e sacrifici personali. Penso a C2C, Futur Kappa, Flowers, Movement: investire sull'esistente significa sostenere quelle eccellenze e aiutarle a migliorare l'offerta per un pubblico già ampio e fidelizzato. La semplice iniziativa di mettere a disposizione di quel pubblico un servizio di navette notturne da e per le location costerebbe al Comune infinitamente meno che finanziare a fondo perduto un qualche nuovo festivalino escogitato dall'assessore di turno; ma sarebbe preziosa non soltanto per le manifestazioni che ne beneficerebbero, ma ancor più per l'immagine di una Torino accogliente e amica della musica.
Sempre in quest'ottica, pensate a quanto utili risulterebbero campagne promozionali robuste e credibili: e non parlo di quattro manifesti appiccicati dove capita, o di slogan ridicoli come «Torino che spettacolo». Ma se proprio lorsignori hanno l'uzzolo della novità, e appurato che – a differenza dei piccoli eventi di quartiere - un maxi concerto d'agosto non regge per carenza di pubblico in città, il Comune potrebbe coinvolgere gli operatori cittadini di provata affidabilità per dar vita ai primi di giugno (dell'anno prossimo, adesso siamo fuori tempo massimo) a una «due giorni», una sorta di trailer di quanto la Torino della musica sa proporre. Perché non provarci? Tanto peggio di così non può andare.
Aggiungo infine che sarebbe significativo impiegare una parte, sia pur minima, dei soldi risparmiati sul Todays per sostenere con maggiore convinzione C2C, gemma assoluta della Torino musicale che oggi, con la prematura scomparsa del suo fondatore e animatore Sergio Ricciardone, rischia di vivere momenti molto difficili. Anche questo significa onorare ed esaltare la vocazione di Torino come città della musica.
Un commento sul suo articolo. Spero che questa giunta continui a stare alla larga da c2c e similia: se iniziassero davvero a partecipare con dei finanziamenti, poi pretenderebbero di avere voce decisionale in materia e affosserebbero anche quelli come purtroppo hanno già fatto con troppe cose (basti pensare alla triste fine del Torino Film Festival, trasformato in una parata di clown)
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