Passa ai contenuti principali

SOTTO 18+, BASSO BUDGET E ALTE PERFORMANCE

Un inequivocabile successo. Per certi versi persino inatteso: mai come quest'anno il festival Sottodiciotto ha visto le sale del cinema Massimo piene di pubblici d'ogni età, dai piccoli fan di Eglefino (se non sapete chi è, domandate ai vostri pargoli...) ai cinefili soddisfatti dalla qualità dei film proposti, in primis quelli di «Generazione futura» e il prezioso restauro di «Vite da ballatoio» di Daniele Segre che stasera chiude il festival. Per non dire del memorabile sabato con il genio dell'animazione Sylvain Chomet e il genio della tastiera Stefano Bollani impegnati in un vertiginoso dialogo musical-cinematografico prima della proiezione di «Marcel e monsieur Pagnol», frutto sontuoso dell'incontro fra le immagini del regista francese e la colonna sonora del pianista italiano.

Sottodiciotto è un festival a basso budget e alte performance, nonché altissimo impatto sociale, capace di parlare a giovani e al tempo stesso offrire anche al pubblico adulto una programmazione eccellente: un festival che da un quarto di secolo svolge una funzione preziosa sul piano educativo, avvicina al cinema le nuove generazioni, stimola il pensiero, propone spunti di riflessione, costruisce il futuro.

Eppure – ma la cosa non mi sorprende – Sottodiciotto è il più povero fra i quattro principali festival cittadini, nonché l'unico indipendente dal Museo del Cinema: è organizzato dall'Aiace in collaborazione con Iter, i servizi educativi comunali; e il suo budget non supera negli anni più fortunati i 230-240 mila euro, raggranellati con i modesti contributi di Comune, fondazioni bancarie, Regione e Ministero. Spiccioli a fronte non soltanto dei quasi tre milioni del Tff, ma persino del mezzo milione di Lovers e dei nemmeno 400 mila di CinemAmbiente. È un curioso fenomeno: in questa città i finanziamenti pubblici per i festival cinematografici sono inversamente proporzionali al valore sociale dei festival medesimi. E poi strillano perché il mondo va a rotoli e questi giovani, che disastro, signora mia...

Ma Sottodiciotto è anche l'ennesima conferma che in certi casi più dei soldi contano i cervelli: pur con pochi denari, ma con evidente intelligenza, i direttori Verra & Colet hanno saputo costruire un gioiellino che il pubblico ha apprezzato e premiato. Sicché vien fatto da domandarsi quali risultati raggiungerebbero i nostri festival socialmente utili – non solo Sottodiciotto, ma anche Lovers e CinemAmbiente – se disponessero di qualche risorsa in più. In fondo ci vorrebbe poco: basterebbe dirottare sui festival socialmente utili quello che il Tff spende per ospitare un paio di divi glamour. Suvvìa, che sarà mai rinunciare a due Stelle della Mole su dodici? Scommetto che non se ne accorgerebbe nessuno.

L'articolo è uscito sul Corriere, e non è reperibile on line. Qui invece riporto i verdetti delle giurie del festival.

PREMIO GENERAZIONE FUTURA

 

 

Visionati i cinque film in gara, la giuria – composta da Silvia Innocenzi, produttriceAnna Pavignano, scrittrice e sceneggiatricePaolo Bertinetti, professore emerito di Letteratura inglese all’Università degli Studi di Torino – ha attribuito il Premio Generazione futura per il miglior lungometraggio internazionale sul tema dell’universo giovanile, consistente in una scultura realizzata dall’artista Massimo Sirelli, a:

 

La mia famiglia a Taipei (Left-Handed Girldi Shih-Ching Tsou (Taiwan/Francia/Stati Uniti/Regno Unito 2025) (nella foto)

con la seguente motivazionePer l’originalità di una storia che riesce a raccontare un ampio spettro di sentimenti indagandoli in modo delicato e profondo. Per la credibilità dell’intreccio narrativo e di un percorso interiore dei personaggi coerente e sorprendente. Per aver ottenuto, all’interno di una produzione low budget, un risultato tecnico e fotografico brillante.

 

La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale a:

 

Nino di Pauline Loquès (Francia 2025)

con la seguente motivazionePer le qualità attoriali del protagonista che, con straordinaria forza comunicativa e grande delicatezza, regge l’intero percorso interiore del personaggio. 

 

 

 

PREMIO “GIANNI VOLPI”

 

 

Visionati i cinque film in gara, la giuria – composta da Ilaria Feole, critica cinematograficaCarlo Griseri, giornalista e critico cinematograficoMario Sesti, critico e regista  ha attribuito il Premio “Gianni Volpi” per il miglior lungometraggio d’esordio italiano, anno 2025, consistente in una scultura realizzata dall’artista Massimo Sirelli, a:

 

Paternal Leave di Alissa Jung (Germania/Italia 2025)

 

con la seguente motivazione: Un coming of age aggraziato ma schietto, capace di costruire una dinamica impressionante tra due interpreti lontanissimi per età e bagaglio di esperienza, tratteggiando al contempo un angolo d’Italia marginale, autentico e fuori dalla “cartolina”.

 

 

 

CONCORSO INTERNAZIONALE THAT’S ANIMATO

 

 

 

THAT’S ANIMATO! FOR ALL

 

Giuria del Festival:

Visionati i 27 cortometraggi in gara nel Concorso internazionale That’s Animato! nella categoria for All, comprendente le opere realizzate dagli studenti e dalle studentesse delle scuole di animazione di tutto il mondo e adatte al pubblico di ogni età, la giuria del Festival  composta da Alessandra Atzori e Milena Tipaldo, del collettivo MIRA, e da Marta Sofia Marzullo, illustratrice e animatrice 2D  ha assegnato il premio, consistente in € 1000, a:

 

The End of the Small World di Hana Takubo, Tokyo University of the Arts, Giappone

con la seguente motivazionePer aver messo in luce, senza retorica né spettacolarizzazione, l’epoca feroce che stiamo vivendo. Il film mostra come la guerra si prepara nelle menti e nelle vite delle persone: da notizia lontana, rumore sullo sfondo della quotidianità, si insinua nelle abitudini fino ad essere normalizzata al punto da stravolgere la vita di persone inermi e ubbidienti, che seguono il sistema senza vedere alcuna possibilità di opporsi, sognando di tornare a quel piccolo mondo ormai devastato. Uno specchio della banalità atroce della guerra, del suo sistema politico e industriale e degli effetti che ha sulle vite, anche di chi si sente al sicuro.

 

La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale a:

 

Penumbra di Paige Vang, PRATT Institute Digital Arts and Animation, Stati Uniti

con la seguente motivazionePer aver raccontato con delicatezza l’intimo dolore per la perdita di chi si è amato profondamente. Il film mostra il senso di isolamento e incomunicabilità del processo del lutto e la difficoltà di relazione nella vita di tutti i giorni. Allo stesso tempo racconta la connessione curativa e potente con il mistero che riguarda mondi sottili e simbolici in grado di unire passato e presente, dimensione interiore ed esteriore, realtà e immaginazione. Un film introspettivo che accoglie la sofferenza tra le braccia e l’accarezza come fosse un animale indifeso, bisognoso di cure.

 

e a:

 

Le Jardin Rossini di William Burger, Siméon Jacob, Odelia Laine, Garance Mondamert, Tara Rewal, Mathilde Vergereau e Arthur Wong, Gobelins, l’école de l’image, Francia

con la seguente motivazionePer l’estrema eleganza e delicatezza con cui invita lo spettatore in un mondo visivamente ricco e lussureggiante, reso però quasi impressionista grazie a tratti leggeri e colori tenui. La narrazione segue un legame intenso e complesso tra padre e figlia, mettendo in luce con finezza tanto la loro vicinanza artistica e affettiva quanto le tensioni che ne derivano, creando così un’opera capace di unire raffinatezza formale e profondità emotiva.

 

THAT’S ANIMATO! FOR KIDS

 

Giuria del Festival:

Visionati i 14 cortometraggi in gara nel Concorso internazionale That’s Animato! nella categoria for Kids, comprendente le opere realizzate dagli studenti e dalle studentesse delle scuole di animazione di tutto il mondo e adatte al pubblico dei più piccoli, la giuria del Festival ‒ composta da Alessandra Atzori e Milena Tipaldo, del collettivo MIRA, e da Marta Sofia Marzullo, illustratrice e animatrice 2D  ha assegnato il premio, consistente in € 1000, a:

 

The Sky Was Candy di Anh Tú Nguyen, Filmakademie Baden-Württemberg, Germania

con la seguente motivazionePer la sua capacità di trasformare forme semplici in un universo poetico e accessibile ai più piccoli. Un’opera che introduce il tema del ciclo della vita con una sensibilità formale capace di raggiungere tutte le età e offrire un’esperienza visiva che educa lo sguardo senza mai spiegare troppo. In un movimento continuo, simile ad una danza ipnotica, ogni immagine genera la successiva e costruisce un flusso che suggerisce la metamorfosi permanente del mondo.

 

La giuria ha inoltre attribuito una menzione speciale a:

 

Are We There Yet? (Gahts no lang?) di Sven Kristlbauer, Raul Bison e Marion Zeder, Hochschule Luzern – Design Film Kunst, Svizzera

con la seguente motivazionePer lo stile fresco e dinamico che trasforma una discussione familiare in un gioco visivo capace di tenere insieme ironia e tensione. Il cortometraggio mostra con leggerezza come l’immaginazione diventi uno strumento per prendere fiato nei momenti pesanti, mostrando la piccolezza del mondo adulto che viene annullato davanti alla vitalità e alla fantasia di chi vive ancora fuori dalle logiche che irrigidiscono lo sguardo.

 

Giuria kids:

Visionati i 14 cortometraggi in gara nel nella categoria for Kids del Concorso internazionale That’s Animato!, i bambini e le bambine delle classi 5^ A, B, C dell'Istituto Comprensivo Statale "Antonelli-Casalegno" plesso “Don Lorenzo Milani” di Torino hanno assegnato il premio, consistente in una pergamena, a:

 

Makosh di Maria Reznichenko, Saint Petersburg State University of film and television, Russia

con la seguente motivazionePer aver mostrato in modo semplice e chiaro che nella vita esistono momenti felici e momenti difficili, e che la felicità nasce quando c’è equilibrio tra queste due parti. Il tappeto che le bambine stanno tessendo diventa un’immagine del mondo: quando prevale la notte aumentano le sciagure, ma anche troppa luce e abbondanza possono far crollare tutto. La giuria ha inoltre apprezzato l’uso originale di tecniche diverse, con le bambine animate in modo più grafico e le scene sul tappeto che sembrano davvero cucite.

 

THAT’S ANIMATO! FOR ALL FOR KIDS

Giuria young adults:

Visionati i 41 cortometraggi in gara nelle categorie for All e for Kids del Concorso internazionale That’s Animato!, gli studenti e le studentesse della classe 4^ O del Liceo artistico “A. Passoni” di Torino hanno assegnato il premio, consistente in una pergamena, a:

 

Someone Special (một người đặc biệt) di Alice Gervat, École nationale supérieure des Arts Décoratifs (EnsAD), Francia

con la seguente motivazionePer la naturalezza e la giocosità con cui racconta la storia di una ragazza disposta a cambiare se stessa pur di essere accettata, animata anche dal desiderio di riconnettersi alle proprie radici culturali. Il cortometraggio restituisce con realismo e ironia i comportamenti dei giovani, offrendo una visione in cui è facile identificarsi.


CONCORSO NAZIONALE CAMPUS IN CORTO


Visionati i dieci film in gara, la giuria del Festival ‒ composta da Fabrizio Dividi, giornalista e critico cinematografico, Matteo Fresi, regista, produttore e direttore didattico di Accademia Epica, e da Mariapaola Pierini, docente di Cinema, Fotografia e Televisione al DAMS - Università degli Studi di Torino, docente di Fenomenologia del cinema del reale all’Università degli Studi di Torino ‒ ha assegnato:

 

il Primo premio, consistente in € 1000, a:

 

Stringimi di Filippo Da Ros (Roma)

con la seguente motivazionePer aver raccontato le dinamiche di una relazione, attraverso il filtro dell’ambientazione storica, con piena padronanza del linguaggio del cinema e per l’uso consapevole dell’allegoria che offre più piani di lettura.

 

il Secondo premio, consistente in € 600, a:

 

Rituali di Filippo Marasco (Roma)

con la seguente motivazionePer essere riuscito a porsi in una modalità osservativa senza dimenticare la ricerca estetica, catturando la genesi di uno spirito di solidarietà tra un gruppo di giovani. 

 

il Terzo premio, consistente in € 300, a:

 

Intoccabile (Untouchable) di Enea Bianchetti, Tommaso Accalai, Valentina Riva (Milano)

 

con la seguente motivazionePer aver dimostrato con coraggio e originalità una sincera fascinazione per l’arte nella sua essenza, arrivando a definirne l’identità con la vita stessa. 

 

La giuria ha, inoltre, assegnato una menzione speciale a:

 

La finestra di Luigi Giotto Serlenga (Roma, 6')

 

con la seguente motivazionePer la cura di un dialogo gestito tra cornici e riflessi, capace di cogliere un frammento sincero di adolescenza.  

 

 

 

 

Commenti

  1. Ho letto nel suo ultimo articolo la netta risposta negativa da parte di Ghigo & Co. in merito al ridurre il budget delle ospitate del TFF a favore degli altri festival. Mica davvero sperava che rinunciassero anche solo in parte al loro giocattolone?

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL MUSEO DELLE MINCHIATE

Ripubblico anche qui - revisionato e linkato - l'articolo uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line. Sono geniali, quelli di Palazzo Civico. E non si risparmiano, una ne fanno e cento ne pensano. Sentite l'ultima. Pochi giorni fa sul Corriere commentavo la mozione della consigliera piddina Caterina Greco la quale - in una città che stenta a mantenere i propri musei all'onor del mondo - sollecita la nascita di un ennesimo museo, il «Museo dell'Immigrazione»; ovviamente senza darsi cura di indicare con quali soldi tale museo si allestirebbe e si manterrebbe. Poteva l'opposizione lasciarsi scavalcare dalle sinistre nella nobile gara per dare a Torino altri musei senza un passato e senza un futuro? Certo che no: il prossimo 12 marzo in Commissione cultura si discute una mozione del leghista Catizone (credo di riconoscerlo a destra - ovvio - nella foto postata da Fabrizio Ricca e ritraente tre festevoli consiglieri comunali che s'esibiscono con un appropr...