Passa ai contenuti principali

IL 2025 DEI MUSEI: ANCORA UN RECORD PER L'EGIZIO, DECOLLA IL MAO


Il Museo Egizio (nella foto il nuovo allestimento della sala di Kha e Merit) chiude il 2025 con un ennesimo record, nonostante i cantieri: 1.273.354 visitatori, in crescita del 22,8% rispetto a 1.036.689 nel 2024, anno del bicentenario. Il mese con il maggiore afflusso di pubblico è stato aprile (con +28,5% rispetto all’analogo mese del 2024), ma l’incremento maggiore sull’anno precedente lo ha avuto maggio, con + 35,5% rispetto all’anno precedente.
Il Museo del Cinema nel 2025 ha totalizzato oltre 760.000 presenze: il calo rispetto alle 818 mila presenze nel 2024 (anno della mostra di Tim Burton) viene principalmente attribuito alla chiusura dell’ascensore panoramico per manutenzione programmata nei mesi di giugno e luglio.
Ai Musei Reali sono stati 672.917 i biglietti staccati nel 2025. Durante le Feste, da mercoledì 24 a mercoledì 31 dicembre sono stati staccati 18.215 biglietti; la mostra “Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio” ha avuto dall’apertura 12.010 visitatori. 
Sostanzialmente stabile la Fondazione Torino Musei. Gam, Mao, Palazzo Madama e Artissima nel 2025 hanno accolto complessivamente 650.777 visitatori, contro i 658 mila del 2024: 225.952 alla Gam (in sensibuile calo rispetto ai 290.354 nel 2024), 138.764 al Mao (grande successo della mostra monografica dell'artista giapponese Chiharu Shiota, ed eccellente performance complessiva rispetto agli 89.795 visitatori nel 2024), e 251.561 a Palazzo Madama (che migliora i 243.733 nel 2024); mentre 34.500 sono state le presenze ad Artissima.
La Venaria Reale ha di nuovo superato ampiamente il mezzo milione di presenze paganti, raggiungendo quota 565.378 singoli per il complesso Reggia, Giardini e Castello della Mandria.
Nel 2025 il Museo dell'Automobile ha registrato 372.200 visitatori, in linea con lo scorso anno nonostante le parziali chiusure dovute ai lavori di aggiornamento del percorso espositivo e la scelta di mostre più di nicchia. 
Il Museo del Risorgimento, infine, chiude l'anno con 145 mila visitatori a Palazzo Carignano, contro i 138 mila del 2024.
Camera ha avuto nel 2026 oltre 125 mila visitatori con una media giornaliera di 370 presenze.
Per ulteriori confronti, a questo link trovate tutti i dati del 2024.

Commenti

  1. Resta ancora un' incognita: il castello di Rivoli. Secondo i dati che circolano, nel 2024 avrebbe staccato poco più di 120.000 biglietti. Se confermati nel 2025, sono circa la metà di quelli venduti dalla GAM. Insieme i due musei realizzano molto poco rispetto a quanto vorrebbe qualcuno/a che ha eletto Torino come capitale dell'arte contemporanea. Nonostante la Fondazione Arte CRT presti a questi due musei, perchè la proprietà della collezione di 380 opere del valore di 42 milioni rimane sua, nuove opere comprate ad Artissima con un budget annuale di 300.000€.
    Mi chiedo se valga ancora la pena investire in questo modo visti gli scarsi risultati o se magari sia il caso di cominciare (ma cominciamo subito) a studiare una strategia diversa e magari rendere anche più fruibili gli accessi al castello. Avete mai provato ad organizzare una visita là? Non esiste un mezzo pubblico diretto per arrivarci, non esiste la biglietteria fisica, la prenotazione è obbligatoria, non sono previsti i rimborsi, gli orari sono rigidissimi. Allora tanto vale rimanere a casa......

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...