La notizia, ovviamente, è che le Ogr hanno un nuovo presidente nella persona di Marco Giovannini. Ma trovo interessante la contemporanea nomina alla vicepresidenza di Giampiero "carissimo" Leo, l'infaticabile paladino della cultura a Torino (foto). Credo che non sia casuale. Le Ogr hanno una doppia anima: quella dell'hub tecnologico, che funziona benissimo, e quella dello spazio culturale, che invece stenta ad affermarsi nell'immaginario cittadino. Leo, che siede nel Consiglio d'indirizzo della Fondazione Crt, potrebbe rappresentare il trait d'union fra le Ogr e le istituzioni culturali del territorio, per rafforzare e rendere più produttivo un rapporto che finora è rimasto ondivago. Mi sembra significativo che la nomina arrivi all'indomani dell'audizione del Comitato Emergenza Cultura davanti alla Commissione cultura della Fondazione, audizione che Leo aveva promosso con il consueto fervore. Anche in vista di un cambio alla direzione delle Ogr (Maurizia Rebola è destinata a passare alla direzione della nuova Biblioteca civica del Valentino), l'arrivo di Leo può essere interpretato come un additivo nel motore culturale delle Ogr.
Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...
.jpg)
Le OGR han creato eventi validi nella loro prima fase di vita, finché sono stati seguiti da Ricciardone (a fronte immagino anche di notevoli investimenti). Poi si è perso lo slancio ed è un peccato, perché è uno dei pochi luoghi cittadini (forse l'unico) ad avere uno spazio coperto adatto ai grandi eventi
RispondiEliminaComunque è uscito il programma del Torino Jazz Festival e si conferma ormai un evento che ha trovato una sua forma grazie soprattutto al coinvolgimento di numerose realtà locali. Ed è uscito anche quello di Jazz Is Dead! ed è clamoroso, sicuramente l'evento di questa primavera/estate torinese (invero scarna al limite dell'inesistente altrove) con un gusto per la selezione e la ricerca di gran livello. Meno male che ogni tanto Torino tira fuori figure come Gambo, in grado di coniugare passione e competenza (e con una politica anticommerciale e "dal basso" davvero di rottura)
RispondiElimina