Uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line:
Mercoledì scorso il sindaco Lo Russo ha finalmente incontrato Andrea Busto, il direttore-proprietario del Museo Fico, per discutere delle possibili prospettive per il museo che è chiuso da metà marzo. Com'è noto, Busto ha deciso di ritirarsi dall'attività, e vorrebbe cedere al Comune le opere della collezione nonché la sede espositiva di via Cigna 114: già tre anni fa aveva contattato il Comune per discutere la questione, ma finora non aveva ricevuto risposte ufficiali, solo qualche interlocuzione informale con l'assessora Purchia.
Il colloquio di mercoledì – al quale erano presenti anche Purchia e la vicesindaca Favaro - se non altro ha chiarito le rispettive posizioni, che al momento paiono ancora distanti.
Lo Russo ha premesso che il Comune non può acquistare (o affittare) né la struttura né la collezione. Sarebbe invece disponibile ad accettare una donazione, per poi gestire lo spazio espositivo in base alle necessità dal quartiere e della città. Naturalmente servirà una preventiva «due diligence» per assicurarsi che i costi di gestione siano sostenibili per le casse comunali: Busto afferma che la spesa per il funzionamento del museo non supera i 100/150 mila euro all'anno, ma – pur con il dovuto rispetto – quando si tratta di soldi pubblici è meglio andare con i piedi di piombo, per evitare brutte sorprese.
Busto ha poi esposto le sue condizioni per donare il museo al Comune. La principale è che l'edificio mantenga l'intitolazione a Ettore Fico e la destinazione culturale, e sul punto non ci piove: Lo Russo considera il Fico una risorsa importante per un quartiere «complicato»; e d'altronde uno spazio espositivo di tale ampiezza sarebbe prezioso anche per l'intero sistema museale torinese, che soffre per la scarsità di venues in grado di ospitare mostre di ampio respiro. Ma la faccenda si complica perché Busto pone alcuni paletti sulle attività da ospitare (mostre sempre di alto livello, e niente fiere), vuole sapere a chi sarà affidata la gestione e quale sarà il budget, e desidera che paio di sale continuino a esporre le opere di Ettore Fico. Richieste comprensibili dal punto di vista di Busto, ma – fa notare Lo Russo – non tutte compatibili con le norme sulle donazioni alla pubblica amministrazione. Di ciò Busto non è sembrato troppo soddisfatto; ad ogni modo Lo Russo gli ha chiesto di approfondire la proposta (e le richieste) in una relazione scritta, che il sindaco valuterà con l'aiuto degli appositi uffici. La trattativa resta aperta, ma la road map è accidentata.
Mercoledì scorso il sindaco Lo Russo ha finalmente incontrato Andrea Busto, il direttore-proprietario del Museo Fico, per discutere delle possibili prospettive per il museo che è chiuso da metà marzo. Com'è noto, Busto ha deciso di ritirarsi dall'attività, e vorrebbe cedere al Comune le opere della collezione nonché la sede espositiva di via Cigna 114: già tre anni fa aveva contattato il Comune per discutere la questione, ma finora non aveva ricevuto risposte ufficiali, solo qualche interlocuzione informale con l'assessora Purchia.
Il colloquio di mercoledì – al quale erano presenti anche Purchia e la vicesindaca Favaro - se non altro ha chiarito le rispettive posizioni, che al momento paiono ancora distanti.
Lo Russo ha premesso che il Comune non può acquistare (o affittare) né la struttura né la collezione. Sarebbe invece disponibile ad accettare una donazione, per poi gestire lo spazio espositivo in base alle necessità dal quartiere e della città. Naturalmente servirà una preventiva «due diligence» per assicurarsi che i costi di gestione siano sostenibili per le casse comunali: Busto afferma che la spesa per il funzionamento del museo non supera i 100/150 mila euro all'anno, ma – pur con il dovuto rispetto – quando si tratta di soldi pubblici è meglio andare con i piedi di piombo, per evitare brutte sorprese.
Busto ha poi esposto le sue condizioni per donare il museo al Comune. La principale è che l'edificio mantenga l'intitolazione a Ettore Fico e la destinazione culturale, e sul punto non ci piove: Lo Russo considera il Fico una risorsa importante per un quartiere «complicato»; e d'altronde uno spazio espositivo di tale ampiezza sarebbe prezioso anche per l'intero sistema museale torinese, che soffre per la scarsità di venues in grado di ospitare mostre di ampio respiro. Ma la faccenda si complica perché Busto pone alcuni paletti sulle attività da ospitare (mostre sempre di alto livello, e niente fiere), vuole sapere a chi sarà affidata la gestione e quale sarà il budget, e desidera che paio di sale continuino a esporre le opere di Ettore Fico. Richieste comprensibili dal punto di vista di Busto, ma – fa notare Lo Russo – non tutte compatibili con le norme sulle donazioni alla pubblica amministrazione. Di ciò Busto non è sembrato troppo soddisfatto; ad ogni modo Lo Russo gli ha chiesto di approfondire la proposta (e le richieste) in una relazione scritta, che il sindaco valuterà con l'aiuto degli appositi uffici. La trattativa resta aperta, ma la road map è accidentata.
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