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I VINCITORI DI CINEMAMBIENTE


Ecco i film vincitori della ventinovesima edizione del festival CinemAmbiente, che si chiude oggi: 

Premio Asja per il miglior documentario della sezione internazionale, di € 5000, assegnato dalla giuria composta da Jason Box, Gabriele Crescente, Lena Herzog, Kohei Saito e Cristina Piccino a:

 

Nuisance Bear (foto) di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden (USA/Canada/Regno Unito)

 

con la seguente motivazione:

Un film non dogmatico nella capacità di mostrarci come l'uomo amministra il mondo e la natura.

Visivamente ammaliante, danza nei contrasti: divertente, tragico, paradossale, non rinuncia all' empatia nel narrare l'estinzione animale e dei nativi.

 

Menzione speciale a:

 

Rua do Pescador, nº 6 di Bárbara Paz (Brasile)

 

con la seguente motivazione:

Le storie personali nella battaglia per la sopravvivenza di una comunità resiliente passano attraverso l'intensità con cui l'autrice ci racconta una tragedia della sua terra. La semplicità delle riprese immersive restituisce dignità e bellezza agli sfollati, esaltando il fattore umano nel momento più drammatico.

 

 

Premio IREN del pubblico, di € 1500, al miglior documentario in gara nel Concorso internazionale, assegnato dagli spettatori del Festival a:

 

Rua do Pescador, nº 6 di Bárbara Paz (Brasile)

 

 

Premio SMAT per il miglior cortometraggio della sezione internazionale, di € 1500, assegnato dalla giuria composta da Flavio Armone, Elisa Palazzi e Mathilde Thoreau a:

 

A Voyage of Eulogies di Jean-Pierre Pillay (Singapore 2026)

 

con la seguente motivazione:

Per la sua capacità di fondere con sensibilità poetica diversi generi cinematografici e di affrontare il tema ambientale non attraverso numeri e dati, ma immergendo lo spettatore nelle sue conseguenze emotive. Il film rende percepibile il collasso ecologico attraverso la memoria, l’assenza e le emozioni, riuscendo a trasformare una questione globale, ancora difficile da cogliere nella sua interezza, in un’esperienza profondamente umana, che continua a risuonare a lungo dopo la visione.

 

Menzione speciale a:

 

Amma, Do Giraffes Cry? di Kartikeya Saxena (Repubblica Ceca)

 

con la seguente motivazione:

Un film che colpisce per la bellezza della fotografia, l’indiscutibile qualità della regia e lo sguardo del regista sugli animali, che vengono rappresentati come autentici esseri viventi, dotati di emozioni proprie e di una loro dimensione esistenziale. La voce narrante e l’accurato lavoro sul paesaggio sonoro si integrano in un film dalle straordinarie qualità formali, in grado di emozionare profondamente.

 

 

Riconoscimento speciale “Gaetano Capizzi” per il miglior film della sezione Made in Italy, assegnato dal relativo comitato, composto da Giulia Carluccio, Andrea Paco Mariani e Beppe Rovera, a:

 

Torneranno i lupi di Bianca Vallino

 

con la seguente motivazione:

Il cinema documentario trova una delle sue espressioni più autentiche nel racconto di storie di prossimità, capaci di attraversare la sfera intima, familiare e generazionale per aprirsi a una dimensione collettiva. Riuscire a trasformare la propria biografia e il proprio vissuto in una narrazione che parli a tutti è una delle sfide più complesse. Il film l’ha affrontata con sensibilità, delicatezza ed emozione, raccontando il filo rosso che unisce tre generazioni di donne — tra cui la stessa autrice — e trasformando una storia personale in una riflessione universale, ma indissolubilmente legata al proprio territorio e alla propria comunità di riferimento.

 

Menzione speciale a:

 

Tevere corsaro di Pietro Balla, Monica Repetto

 

con la seguente motivazione:

Per la sua capacità, netta, precisa e coraggiosa, di coniugare la questione ambientale e quella sociale. Seguendo il solco, non solo nei territori ma anche negli immaginari, di un grande maestro come Pier Paolo Pasolini, il film fonde i due aspetti fondamentali e drammaticamente legati tra loro della tutela dell’ambiente e della tutela dei diritti individuali e collettivi, che danno vita a narrazioni di comunità necessarie per capire e decostruire il nostro presente e combattere ogni forma di ingiustizia.

 

 

Premio Casacomune, istituito dal Festival e da Casacomune, consistente in un’incisione realizzata dall’artista Francesca Capirone, per il film o l’autore che meglio rifletta nella propria opera temi legati alla spiritualità intesa come dimensione strettamente connessa alla Natura di cui facciamo parte, assegnato a:

 

Ma Prière à la mer - La mia preghiera al mare di Davide Marino - Sezione Made in Italy

 

con la seguente motivazione:

Per aver saputo raccontare con straordinaria forza poetica una delle grandi emergenze del nostro tempo: la perdita di biodiversità marina, nello specifico quella che minaccia le coste dell’Oceano Atlantico e le comunità che da esse dipendono. Attraverso lo sguardo di Alassane, il film trasforma una ferita ecologica in una profonda riflessione spirituale sul rapporto tra l’uomo e il mare, inteso nella cultura Lebu come presenza viva e sacra. Un’opera capace di convertire la denuncia in preghiera e la nostalgia in speranza, invitandoci a riscoprire il rispetto, l’ascolto e la meraviglia verso una natura da cui dipende non solo la nostra sopravvivenza, ma anche la nostra umanità.

 

 

Premio Ambiente e Società, istituito dal Festival e dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno, per il film che meglio abbia saputo coniugare i temi ambientali e la dimensione sociale, assegnato dai lavoratori e dalle lavoratrici della Cooperativa a:

Silver di Natalia Koniarz (Polonia/Norvegia/Finlandia) – Sezione Panorama

 

con la seguente motivazione:

Le immagini raccontano, e racchiudono, significati che vanno al di là di ciò che si vede. Il film porta alla luce ciò che nella nostra quotidianità è effettivamente invisibile. Le sensazioni che comunica lo sguardo immobile, imperscrutabile e apparentemente rassegnato con cui osserva il paesaggio attorno a lui il bambino protagonista trasmette una sottile tristezza, dietro alla quale si intuisce il desiderio di comprendere e forse di cambiare, se non il mondo intero, almeno il proprio destino.

 

Menzione speciale a

 

I nemici del popolo di Andrea Marinelli – Sezione Made in Italy

 

con la seguente motivazione:

Per la sua capacità di farci comprendere come con le multinazionali lo stato di diritto è in pericolo sia dall'altra parte del mondo che sotto casa nostra.

 

 

Premio Slow Food, istituito dal Festival e da Slow Food Italia, per il film che meglio abbia saputo trattare il complesso e articolato tema del rapporto tra cibo, agricoltura e ambiente, assegnato dalla giuria composta da Barbara Nappini, Serena Milano, Roberto Burdese e Piero Sardo a:

 

Labouyi Bannann (Banana Soup) di Geena Gasser (Svizzera) - Sezione Concorso cortometraggi internazionali

 

con la seguente motivazione:

Un cortometraggio incantevole, nel quale le banane danzano, recitano, si fanno scenografia e raccontano coralmente i paradossi del consumismo nel settore che le riguarda. A partire dal mito della dea della creazione Timbehes, che ha generato l'umanità fecondandosi con una banana, la magnifica biodiversità di questo frutto dà vita a un lavoro vivace, che denuncia l’insostenibilità dell’agricoltura industriale intensiva e delle speculazioni ad essa connesse. Splendide immagini, musica ricercata e una poetica originalità sono gli elementi che in sette minuti restituiscono un quadro di criticità senza rinunciare a una cifra artistica personale e a una gioiosa ironia.

 

 

Premio Piemonte Parchi, istituito dal Festival e dalla Regione Piemonte - Settore "Biodiversità e aree naturali", consistente nell’attribuzione al vincitore di una porzione della Foresta condivisa del Po piemontese mediante l’apposizione di una targa e alla piantumazione di 100 alberi per il film che abbia saputo raccontare in maniera più innovativa l’importanza della biodiversità vista in un’ottica di coesistenza tra le diverse specie, compresa quella umana, assegnato dal personale degli Enti di gestione delle Aree protette del Piemonte e dalla redazione diffusa della rivista “Piemonte Parchi” a:

 

Nuisance Bear di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden (USA/Canada/Regno Unito) – Sezione documentari internazionali

 

con la seguente motivazione:

Per la qualità della regia, la bellezza delle immagini naturalistiche e il linguaggio narrativo adottato che ha una valenza universale; per la lucidità nel raccontare la faticosa coesistenza tra uomo e natura e le problematiche del nostro rapporto con gli animali all’interno delle dinamiche del cambiamento climatico in atto. Il film colpisce per la capacità di intrecciare strettamente le vicende umane ai fenomeni naturali in una narrazione che interroga profondamente sulla cura della biodiversità.

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