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SALONE, ARABIA PAESE OSPITE 2016

Ricevo e volentieri pubblico Dopo due anni di presenza al Salone Internazionale del Libro di Torino, l'Arabia Saudita sarà il Paese ospite del 2016. L’accordo è stato messo a punto nel corso di un incontro tra il presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura  Rolando Picchioni  e l’addetto culturale saudita in Italia,  Fahad Hamad Almaghlooth.   « Sarà l’Ambasciata saudita in Italia a fare da capofila, coinvolgendo ufficialmente alcuni ministeri e le istituzioni culturali del Paese» , ha affermato  Almaghlooth.   «Da tempo prendiamo parte ai più importanti saloni del libro nel mondo per proporre la nostra cultura. La partecipazione sarà all’altezza del prestigio del Salone di Torino ». « Con l’Arabia Saudita, uno dei Paesi più ricchi di proposte e di fermenti culturali del Medioriente - ha detto  Picchioni  -  vogliamo iniziare un percorso ambizioso che vorrei definire ‘la nuova Via della Seta’, sulle tracce di Marco P...

TODAYS: E TERZI VENNERO I VERDENA

I Verdena suonano il 29 agosto allo Spazio 211 per TOdays Festival Sono immerso nel Salone , e trascuro un po' il blog. A 'sto giro scrivo per La Stampa: non posso sdoppiarmi, e mi limito a twittare un po'. Perciò non ho riportato subito la notizia del terzo e ultimo concerto a pagamento di TOdays Festival , annunciato l'altro ieri: peraltro, non lo trovavo così emozionante da precipitarmi a postarlo. Voglio dire: i Verdena sono una band dignitosissima, ma non esattamente quello che definirei "un colpaccio". Ad ogni modo, rimedio subito: dopo Interpol il 30 agosto e Tv On The Radio il 28 , sabato 29 agosto, sempre allo Spazio 211, sempre con biglietto (15 euro), TOdays mette in cartellone i Verdena . La cosa davvero interessante è l'intestazione del comunicato, che recita "Città di Torino presenta...". Ovvero: TOdays è ufficialmente il festival del Comune di Torino che sostituisce Traffic . E dal Comune di Torino riceverà di conseguenz...

IL FUTURO DEL SALONE LO DECIDO IO. A MIA INSAPUTA

Fidanzati in casa: affettuosità fra Picchioni e Beatrice Scopro di essere, a mia insaputa, il capo dei capi del Salone del Libro. O, in alternativa, un veggente. Vi spiego: ieri pomeriggio c'era questo dibattito in Sala Argento intitolato per l'appunto "Il futuro del Salone del Libro a Torino". Convocati Picchioni, Luca Beatrice presidente del Circolo dei Lettori, tre politici (Luca Cassiani pd, che ha organizzato l'incontro, più Chiara Appendino M5S e Maurizio "Marry" Marrone FdI). E Gabo. La cosa aveva preoccupato assai Fassino, non so perché. Comunque Picchioni all'ultimo minuto non voleva neanche parlare. Non so se per naturale ritrosia o per non fare ulterirmente incazzare Fassino. Fatto sta che lo trascino sul palco a forza. Ma nessuno si decide a prendere per primo la parola; così la prendo io. E tanto per dare aria ai denti ripeto paro paro la proposta di un "nuovo modello organizzativo" del Salone (una guida a tre: presiden...

SALONE, LE SOFFERENZE DEI GOBBI

Partenza sofferta per il Salone del Libro: ieri la serata inaugurale all'Auditorium Rai è stata un calvario per il presidente Picchioni e il direttore Ferrero, juventini militanti come gran parte del loro staff. Starsene lì a officiare il rito mentre i bianconeri lottavano al Bernabeu gli avrà procurato inenarrabili sofferenze. Tanto più che il granatissimo Culicchia, lo scrittore responsabile del progetto Officina, dopo gli iniziali convenevoli, non s'è più visto. Dicono che si sia precipitato a gufare (ahilui invano) davanti alla tivù. Che poi va così: chi ha non vuole e chi vuole non ha.  Alla serata inaugurale del Salone mancavano Alfieri Lorenzon e Fabio Del Giudice, alti papaveri dell'Aie, l'associazione degli editori. Proprio non li abbiano invitati: e loro ci sono rimasti male.

AMICI DI VILLA DELLA REGINA, LA PRESIDENTE LASCIA: IMPOSSIBILE COLLABORARE CON LA SOPRINTENDENZA

Villa della Regina: un'associazione l'ha "adottata", ma la burocrazia rende tutto difficile Giulia Facchini ha lasciato l'incarico di presidente dell' Associazione Amici Villa della Regina . Lo annuncia con una lettera molto polemica in cui sottolinea le difficoltà che i privati - desiderosi di contribuire alla tutela del patrimonio artistico - incontrano nel rapporto con le istituzioni pubbliche. Riporto la lettera: mi sembra indicativa di un'amara realtà, in stridente contrasto con i continui appelli lanciati dalla politica per sollecitare la collaborazione fra pubblico e privato in ambito culturale. La lettera "Lasciando l’incarico di Presidente e il direttivo dell’Associazione desidero innanzitutto ringraziarVi di cuore perché, anche grazie alla Vostra generosa disponibilità e partecipazione, l’Associazione che ho guidato dal 2011 ha potuto, attraverso le varie attività proposte e le offerte, raccogliere per la villa oltre 40.000...

BIBLIOTECA GAM: IL 29 L'ASPRONI DAVANTI ALLA COMMISSIONE

E' fissata per il 29 maggio ( quindi non più il 22 ) l'audizione in Commissione cultura della presidente della Fondazione Torino Musei Patrizia Asproni, che dovrà riferire sulla vicenda della "semichiusura" della biblioteca d'arte alla Gam. La protesta contro l'inopinato provvedimento era già arrivata in Municipio: studenti e docenti d'arte erano stati ricevuti il 21 aprile dal presidente del Consiglio comunale Giovanni Porcino e dal presidente della Commissione cultura Luca Cassiani. Come riferisco nel post "Robe da Chinatown" la presidente Asproni è anche chiamata in causa da un'interpellanza presentata al Consiglio comunale dai consiglieri 5 Stelle Appendino e Bertola, che vogliono vedere chiaro nella procedura seguita per nominare Marco Biscione alla direzione del Mao . Al momento non risulta che pure tale vicenda venga presa in esame dalla Commissione, almeno in quella data.

ROBE DA CHINATOWN: SUL MAO ACCUSE GRAVISSIME DEI 5 STELLE

"Lascia perdere, Jack, questa è Chinatown" Si va di merdone in merdone . Ma il merdone più grosso è sempre quello: la storiaccia dell'avventurosa nomina di Marco Biscione alla direzione del Mao prende una pessima piega per la presidente Asproni e pure per l'assessore Braccialarghe. I consiglieri comunali cinquestelle Appendino e Bertola (che fin dall'inizio avevano sollevato molti dubbi sulla regolarità dell'operazione ) a quanto pare hanno indagato, hanno visto i documenti e lunedì scorso hanno presentato un'interpellanza a dir poco imbarazzante per la Fondazione Musei e per l'amministrazione comunale. Voglio dire: se le irregolarità denunciate da Appendino e Bertola risultassero reali anche soltanto in parte, ce ne sarebbe comunque abbastanza per mettere alla porta seduta stante protagonisti e complici dell'inammissibile papocchio. Se invece le accuse si rivelassero infondate, analogo provvedimento si imporrebbe per i temerari accusato...