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ROBE DA CHINATOWN: SUL MAO ACCUSE GRAVISSIME DEI 5 STELLE

"Lascia perdere, Jack, questa è Chinatown"
Si va di merdone in merdone. Ma il merdone più grosso è sempre quello: la storiaccia dell'avventurosa nomina di Marco Biscione alla direzione del Mao prende una pessima piega per la presidente Asproni e pure per l'assessore Braccialarghe.
I consiglieri comunali cinquestelle Appendino e Bertola (che fin dall'inizio avevano sollevato molti dubbi sulla regolarità dell'operazione) a quanto pare hanno indagato, hanno visto i documenti e lunedì scorso hanno presentato un'interpellanza a dir poco imbarazzante per la Fondazione Musei e per l'amministrazione comunale.
Voglio dire: se le irregolarità denunciate da Appendino e Bertola risultassero reali anche soltanto in parte, ce ne sarebbe comunque abbastanza per mettere alla porta seduta stante protagonisti e complici dell'inammissibile papocchio. Se invece le accuse si rivelassero infondate, analogo provvedimento si imporrebbe per i temerari accusatori.
Un fatto è sicuro: con quello che paghiamo di tasse, abbiamo il diritto di sapere SUBITO se qualcuno ci sta reiteratamente (vedi i post "Gam-Rivoli: la grande famiglia e la nomina mancata" e "Benvenuto Biscione") prendendo per il culo. Ma insomma! L'interpellanza dei due rompicoglioni pentastellati elenca una serie di schifezze inenarrabili: commissioni ammaestrate, nomine fai da te, familismi accademici, assessori bugiardi, graduatorie stravolte, regole usate come carta da cesso. Purtroppo molto concorda con dati in mio possesso, però tutto va verificato con prudenza e senza pregiudizi, per non infangare nessuno. Ma non è che si può far finta di niente.
Senti, Fassino: io non sono Alice nel Paese delle Meraviglie, so bene come vanno certe faccende. E lo posso persino tristemente accettare, conoscendo la fragile natura umana: uno, se deve scegliersi un collaboratore, può essere tentato di prendersi non il più bravo, ma quello che gli fa più comodo e gli causa meno grane. Mi spingo addirittura a capire - non accettare, ma capire - gli equilibrii di potere, gli interessi, le riconoscenze più o meno pelose. Sono un uomo di mondo, insomma. Ma quello che leggo nell'interpellanza va oltre. E' roba che sembra uscita non dagli atti del Consiglio comunale di una città che si professa civile, ma da un film come "Chinatown".
Senti, Fassino: adesso anche basta. Chiarite una volta per tutte questa merda di situazione e facciamola in qualche modo finita. Perché così non può andare avanti, a botte di sospetti. Non puoi tu, non può la tua amministrazione. E soprattutto non può Torino. Meritiamo un'altra vita. E un po' di rispetto.
Ecco l'interpellanza di Appendino e Bertola. Leggetevela e giudicate voi se ho ragione o no a incazzarmi.



C I T T À  D I  T O R I N O

INTERPELLANZA: "MAO: UNA STORIA INFINITA" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI

APPENDINO E BERTOLA IN DATA 11 MAGGIO 2015.

I sottoscritti Consiglieri Comunali,

PREMESSO CHE
- in data 16 marzo 2015 è stata discussa l'interpellanza (mecc. 2015 00708/002) "UN MAO SEMPRE PIU' SVIZZERO?";
- nell'interpellanza di cui sopra si chiedevano i criteri e le modalità con cui era stato scelto il nuovo direttore del MAO;
- l'atto sopracitato è l'ultima interpellanza di una lunga serie in cui si chiedeva spiegazione di un accordo triennale sottoscritto tra la Fondazione Torino Musei (MAO) ed il Museo di Lugano, costato alla Città Euro 66.000,00 per il solo primo anno. Accordo chiuso qualche giorno prima della nomina del nuovo direttore del MAO;

APPURATO CHE
- per la scelta del ruolo di direttore la Fondazione Torino Musei si è deciso di utilizzare lo strumento della call pubblica;
- alla scadenza del termine previsto nella call pubblica per la selezione del direttore del MAO sono pervenute 18 candidature;
- al fine di valutare le candidature pervenute è stata nominata una commissione internazionale di alto livello scientifico composta dal prof. Giovanni Curatola, ordinario di Archeologia e Storia dell'Arte Musulmana presso l'Università di Udine, dal prof. Gilles Béguin, conservatore generale onorario del patrimonio in Francia e dal prof. Jules Carsten accademico di chiara fama, direttore di prestigiosi musei di arte presso la Città di Copenaghen;
- la Commissione ha esaminato in autonomia le candidature e al termine ha fornito alla Fondazione le proprie valutazioni;
- in seguito il Consiglio Direttivo si è riunito e ha deciso di nominare il dottor Biscione quale nuovo direttore del MAO;

CONSTATATO CHE
- gli interpellanti avevano sollevato perplessità in merito alla scelta del nuovo direttore vista la mancanza delle competenze orientalistiche come richiesto dal bando;
- gli interpellanti avevano sollevato anche la questione di opportunità riguardante la presenza in passato del dottor Biscione nel comitato scientifico del Museo di Lugano;
- gli interpellanti hanno già ricordato le contesta zioni che hanno seguito la sua nomina, a direttore dei Musei Civici di Udine per via della presenza in commissione dello stesso direttore del Museo di Lugano chiamato poi a riorganizzare il MAO;

EVIDENZIATO
- che durante la discussione dell'interpellanza di cui sopra, l'Assessore, su specifica richiesta di presenza o meno di una graduatoria da parte della commissione, rispose come segue (testo ripreso dal verbale della seduta):
"All'interno di questa rosa di quattro persone la commissione ha segnalato all'unanimità come il dottor Biscione fosse la persona a loro modo di giudicare, tra virgolette, più "completa" in relazione a quel compito. Sulla base di questa valutazione, quindi non c'è una graduatoria, prima Appendino, secondo Braccialarghe, terzo e quarto, eccetera. C'è una valutazione in cui la commissione dice che, tra i 18 candidati, prenderebbe in considerazione questi quattro signori, che hanno presentato questi tipi di progetti. A loro giudizio hanno al loro interno un'eccellenza, che segnalano e, sulla base di questi elementi, dopo una discussione, il Consiglio Direttivo all'unanimità ha deciso di conferire la nomina al dottor Biscione";

AVENDO APPRESO
che nel verbale della Commissione esaminatrice, approvato all'unanimità dalla Commissione in
data 16 gennaio 2015, è stato deliberato quanto segue:
"Dopo aver esaminato e discusso ciascuna domanda pervenuta e dopo ampia e articolata discussione, la Commissione unanime delibera la seguente graduatoria:
1. M.G.T.: Presenta un ottimo curriculum che risponde pienamente al profilo tracciato nel bando. Studioso di solida formazione orientalistica e comprovata capacità di ideazione e gestione di mostre, ha presentato un interessante progetto di sviluppo del MAO nel anni futuri.Bibliografia pertinente.
2. E.G.M.: Studiosa di formazione orientalistica ha conseguito un PHD nel settore di competenza e ha lavorato in contesti internazionali. Pur priva di esperienza diretta di gestione museale, potrebbe incrementare e sviluppare le collezioni islamiche, al momento anello debole del museo. Bibliografia di livello internazionale;
3. Marco Biscione: già direttore dei Musei Civici di Udine ha grande e lunga esperienza dirigenziale, alla quale tuttavia non accompagna comprovate competenze orientalistiche. Ha formazione prevalentemente antropologica e notevoli esperienze pregresse in campo museale. Bibliografia non orientalistica.
4. A.W.: Studiosa di arte estremo orientale, presenta un progetto ben articolato e con interessanti spunti anche nel settore contemporaneo. Non ha esperienza gestionale di musei, ma esperienza di studio in particolare sull'arte cinese. Bibliografia pertinente soprattutto in ambito cinese;";

VERIFICATO CHE
- è stata la stessa Presidente Asproni a dare mandato, con sua lettera del 10 gennaio 2015, alla Commissione Esaminatrice di "definire entro il 30 gennaio una rosa di 3 candidati indicati in ordine di preferenza";
- è stata la stessa Presidente Asproni, come da verbale del Consiglio Direttivo della Fondazione, a proporre la nomina del dottor Marco Biscione;

INTERPELLANO
Il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:
1) quali siano le motivazioni per cui il Consiglio Direttivo su proposta della Presidente Asproni abbia deciso di nominare direttore del Museo di Arti Orientali colui che per la commissione "non accompagna comprovate competenze e bibliografia orientalistiche" e che era terzo pari merito con un altro candidato nella graduatoria e non chi invece ne risultava primo "con un curriculum che corrisponde pienamente al profilo tracciato nel bando";
2) se l'Assessore Braccialarghe fosse presente al Consiglio Direttivo nel quale è stata approvata la nomina del dottor Biscione;
3) quali siano le motivazioni che hanno portato a coinvolgere una Commissione Tecnica Internazionale, per poi stravolgerne, con tutta evidenza, il lavoro svolto;
4) come mai, durante la discussione dell'interpellanza precedente, come emerge dal verbale riportato, l'Assessore Braccialarghe abbia mentito negando l'esistenza di una graduatoria o di un ordine di preferenze;
5) come mai, durante la discussione dell'interpellanza precedente, come emerge dal verbale riportato, l'Assessore Braccialarghe abbia mentito dichiarando che il dottor Biscione fosse il candidato ideale indicato all'unanimità dalla Commissione esterna;
6) se, nel caso in cui sia accertata la menzogna daparte dell'Assessore Braccialarghe in una risposta ufficiale in Consiglio Comunale, non ritenga opportuno di rassegnare le proprie dimissioni;
7) se, nel caso in cui sia accertata anche la responsabilità da parte della Presidente della Fondazione Torino Musei, nella gestione di questo bando, non ritenga opportuno rassegnare le proprie dimissioni;
8) se gli altri soggetti selezionati nelle prime posizioni della graduatoria siano stati adeguatamente informati delle motivazioni riguardanti la scelta del Consiglio Direttivo della FTM e se qualcuno non abbia già fatto ricorso avverso alla decisione.
F.to Chiara Appendino

Vittorio Bertola

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