Passa ai contenuti principali

GUARDARE IN FACCIA LA REALTA'

Questo è un blog strettamente personale. Le opinioni che vi esprimo sono strettamente personali e non possono essere riferite ad alcuna istituzione.
E' un blog pubblico, nel senso che vorrei parlare della cosa pubblica. Anzi, vorrei discuterne con quanti, in questa città, ancora riconoscono il valore della discussione.
Vorrei parlare di cultura. Della cultura a Torino, dei pericoli che corre, della crisi che vive. E di quanti s'adoperano, con diuturna dedizione degna di miglior causa, al fine di farne strame. Di questi, e di altri spettacoli d'arte varia, vorrei parlare. E far parlare chi di parlare ha ancora voglia.
Nessuno si senta escluso. E proviamo a guardare in faccia la realtà.
Perché se fuggiamo la realtà, la realtà viene a cercarci.
E quando ci ha trovati, ci presenta il conto. Implacabile.

Commenti

  1. Grande Gabriele!!!! direi finalmente!
    pier

    RispondiElimina
  2. Ach… sono arrivato secondo (forse) come Toto Cutugno, mannaggia… Ti seguiremo con curiosità!

    RispondiElimina
  3. Ciao Gabriele, oltre a seguirti, mi permetto di segnalarti il mio blog in cui si parla di dischi e, spesso, di dischi torinesi (cioè di artisti di Torino e vicinanze, oppure pubblicati da etichette torinesi)...a volte con interviste e interventi di alcuni di questi artisti (....i primi che mi ricordo sono Gerry dei Brutos e Silvana Aliotta dei Circus 2000). Saluti, Vito Vita

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...