Passa ai contenuti principali

CIRCOLO AL BORGO: CDA RINVIATO, MA BRACCIALARGHE SPERA

L'assessore comunale alla Cultura Maurizio Braccialarghe
La situazione è complicata. Ma l'assessore Braccialarghe ostenta ottimismo, ed è convinto che alla fine il passaggio del Borgo Medievale al Circolo dei Lettori si farà. Anche se è ormai chiaro che esiste davvero l'accordo con Gerla per la gestione di ristorante e caffetteria. Un accordo deciso dalla presidente della Fondazione Torino Musei Patrizia Asproni all'insaputa di Braccialarghe e Fassino, e che è il motivo principale per cui quelli del Circolo si sono incavolati a morte e minacciano di mandare tutto a monte. E non è un accordo da rinnovare mese per mese. Gerla ha investito al Borgo Medievale, in arredi e lavori, un sacco di soldi: pare circa 80 mila euro. A meno che quelli di Gerla non siano matti, è chiaro che si aspettano di restare a lungo. E un imprenditore non spende certe cifre sulla parola. A logica, ci dev'essere quindi un contratto con la Fondazione Torino Musei, benché la presidente Patrizia Asproni l'abbia sempre negato: Braccialarghe stesso ammette non solo di non averlo mai visto, il contratto; ma persino di non averne notizie certe, e di presumerne l'esistenza in base alle considerazioni suesposte.
Ad ogni modo: per ora l'accordo sul Borgo è in alto mare, il Cda del Circolo che doveva ratificarlo è stato rinviato a data imprecisata, e la direttrice del Circolo Antonella Parigi tace, imbronciata.  Si limita a precisare di aver mai solo oggi la convocazione davanti alla Commissione cultura, e di aver immediatamente risposto.
L'ottimista Braccialarghe invece spera: secondo lui, nella fase di transizione, fino a dicembre, si potrà andare avanti con una coabitazione. Gerla gestisce il catering, e paga un affitto (o una percentuale sugli incassi) al Circolo. Il 31 dicembre, quando il Borgo uscirà definitivamente dal patrimonio di Torino Musei per passare nelle mani del Circolo, qualsiasi accordo sottoscritto dalla Fondazione sarà azzerato. Il Circolo deciderà se gestire direttamente la caffetteria tramite il suo bar interno Barney's: altrimenti ci sarà una gara d'appalto a cui potrà ovviamente partecipare anche Gerla. Nel caso vincesse un altro soggetto (così come se subentrasse direttamente Barney's) sarà previsto dal bando che le spese sostenute da Gerla per lavori e arredi funzionali e fungibili siano rimborsate dal subentrante a Gerla stesso. Mi rendo conto che è un casino, ma può funzionare, se nessuno si mette di traverso. In questo spera Braccialarghe, di questo dubita Gabo. Soprattutto per via dei soldi. Metti caso che il Circolo voglia gestirsi direttamente il bar del Borgo. In tal caso dovrebbe tossire un pacco di soldi a Gerla. C'è chi dice, per l'appunto, 80 mila, chi parla di 40 mila. E perché? Perché un altro soggetto (per l'appunto Torino Musei nella persona della presidente Asproni) ha firmato un contratto le cui conseguenze andrebbero a ricadere sulle non floride casse di via Bogino? Provo a riassumere per l'ennmesima volta la storia, per chiarire il concetto. Il Comune vuole entrare nel Cda del Circolo. Per farlo, però, deve impegnarsi economicamente. Ma il Comune soldi non ne ha. Quindi, secondo la politica fassiniana del "mattoni al posto di contanti", mette sul piatto il Borgo Medievale, dal quale il Circolo potrebbe trarre un vantaggio monetizzabile (gestione della ristorazione e affitto delle sale per eventi). Invece, per come si sono messe le cose, il rischio è che appena il Circolo metterà definitivamente piede al Borgo, il 31 dicembre, debba cacciare i soldi, anziché incassarli. Forse hanno confuso via Bogino con l'Opera Pia Barolo. Il problema del Circolo dei Lettori sono i soldi che scarseggiano. Non l'urgenza di distribuirne in opere benefiche. 
Dal punto di vista dei rapporti tra le istituzioni, di sicuro la Parigi in questo momento non nutre sentimenti affettuosi nei confronti della Asproni. Dal canto loro, Braccia e Fassino ci sono rimasti male: nessuno è felice di essere tenuto all'oscuro. Martedì prossimo Fassino vedrà la Asproni, e pretenderà che chiarisca la vicenda. Braccialarghe evita polemiche. "Voglio costruire, non distruggere", dice. E aggiunge: "Io sono quello che ripara le buche. Se poi appena le ho riempite qualcuno le riapre...".
Vabbè, speriamo. Consola comunque sapere che in Comune c'è qualcuno che ripara le buche. 

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

LUCA MANA DIRETTORE DEL MUSEO OMETTO

Luca Mana è il nuovo direttore del Museo Accorsi-Ometto Ricevo e volentieri pubblico: Da ieri il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo direttore. Il 26 settembre 2019 si è riunito il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali. L’incarico sarà effettivo dal 1°ottobre. Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio Crt “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei re...