Passa ai contenuti principali

FOTOGRAFIA, CON CAMERA TORINO CI RIPROVA

La mostra di Boris Mikhailov nella nuova sede espositiva di Camera
(ANSA) - TORINO, 30 SET - Torino si candida a punto di riferimento della fotografia in Italia. Apre con questo obiettivo (diomio, le frasi fatte... un centro per la fotografia che nasce con un obiettivo..., NdG) Camera - Centro Italiano per la Fotografia, in via delle Rosine 18, nei locali ottocenteschi dove nacque la prima scuola pubblica del regno d'Italia. Primo appuntamento la mostra del fotografo ucraino Boris Mikhailov. Soci fondatori Intesa San Paolo, Eni e Magnum Photos. "Un altro tassello del sistema culturale torinese e italiano" dicono gli assessori di Regione e Comune Parigi e Braccialarghe.

Ci sono casi in  cui preferisco accontentarmi dell'Ansa. Capita quando non ho voglia di scrivere, o non ne vale la pena; oppure quando non riesco a farmi un'opinione chiara.
Stavolta non so. E' una cosa strana.

Grandi speranze, bella gente e soldi veri 

Stamattina alla presentazione di Camera - Centro Italiano per la Fotografia ho provato una sensazione strana, e ho pensato che mi sarei limitato al lancio d'agenzia. Non equivocate: Camera è una figata. Mille metri quadrati di superficie espositiva, tre grandi mostre all'anno più altre complementari, attività didattiche e un programma di valorizzazione del patrimonio fotografico italiano con attività di studio degli archivi pubblici e privati: qui si vola alto.
Direttrice di Camera è Lorenza Bravetta, una torinese che, dopo aver lavorato con Alberto Peola e Caterina Fossati, nel 1999 è entrata alla Magnum, e adesso la dirige. La torinesità deve aver contato qualcosa nella scelta di Torino. Città, peraltro, dove Magnum è di casa da un bel po' con le sue mostre.
Stamane c'era tanta  gente, quella che conta nel giro dell'arte, e non solo. Compresi i fotomonumenti nazionali Gianni Berengo Gardin e Ferdinando Scianna. Clima da grandi occasioni, baciabbracci, diffuso compiacimento. E bastava un'occhiata alla sede - bella assai, progetto dello Studio Camerana - per capire che ci sono i soldi veri. I soldi dei privati, beninteso: i partner istituzionali sono Intesa San Paolo, Eni e la Magnum, la più importante e ricca fotoagenzia del mondo. Più altri sponsor ben forniti.
"Vero che è una vitaccia?". Confidenze fra Parigi e Coppola
In sala avvisto anche il nostro vecchio amico Michele Coppola, assessore alla Cultura con Cota e ora responsabile dei Beni culturali di Intesa San Paolo. Da antologia l'abbraccio con Antonella Parigi che gli ha soffiato la poltrona in Regione. Coppola ha detto: "Camera dimostra come la collaborazione tra istituzioni pubbliche e private sia il modo piu' costruttivo ed efficace per condividere idee e risorse e portare a compimento progetti di alto profilo, che contribuiscono allo sviluppo del territorio. Questa è la ragione principale che ha spinto la Banca a sposare un'iniziativa che sceglie la fotografia come linguaggio e che arricchisce l'offerta culturale di Torino e del Paese". E ridaje con l'arricchimento dell'offerta culturale.

Il senso di Gabo per la sfiga: ricordate la Fif?

E' stato lì che ho capito cos'era quel disagio strano che mi arrivava dritto dritto dal mio sesto senso, il senso di Gabo per la sfiga.
Ho già vissuto un momento simile. Tanti anni fa. Chi si ricorda della Fif, la Fondazione Italiana per la Fotografia? Fu fondata nel 1985 da Luisella d'Alessandro. Anche allora il progetto era ambizioso: in due decennni realizzò 170 mostre, 10 edizioni della Biennale Internazionale di Fotografia, 4 edizioni di Fotodiffusione. Raccolse un archivio di 167 mila reperti fotografici e una biblioteca di oltre 5 mila volumi, oltre a educare all’immagine oltre 24 mila giovani in quattro anni di attività didattica. Funzionò finché i conti cominciarono a traballare. Seguirono lunga e penosa agonia, confuse convulsioni e mestissima fine.
Però la Fondazione Italiana per la Fotografia aveva un male oscuro: la sua sopravvivenza dipendeva troppo dalla politica. Dalle scelte della politica, dai soldi della politica, dagli odii della politica.
Foto-ricordo: Bravetta (a dx.) con Braccia e Paris

Proviamoci ancora

Adesso Torino ci riprova con la fotografia. O, più precisamente, la fotografia ci riprova con Torino. Sono sempre valide le parole di Ferdinando Scianna: «Mi stupisce che alcune istituzioni riscoprano oggi l’importanza della fotografia dopo aver fatto morire la Fif. Ma in un momento di difficoltà veder nascere una nuovo spazio è senza dubbio una buona notizia». 
L'altra buona notizia è che, stavolta, mi sembra che la politica resti fuori. Ok, la Bravetta ha detto che Fassino li ha sostenuti "con passione e dedizione". Però ho idea che soldi ne abbiano messi pochi o punti. Per cui non potranno metterci il peperone. Si limiteranno a una comparsata e due pose nelle foto ricordo. Incrocio le dita.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...