Passa ai contenuti principali

LAPUCCI LASCIA IL SALONE

Aggiornamento: Qualche buon motivo per fuggire da Librolandia

Massimo Lapucci, segretario della Fondazione Crt, si è dimesso dal CdA del Salone del Libro per "favorire l’ingresso di possibili nuovi sostenitori". 
Come ricorderete, fin dalla crisi dell'11 settembre Chiampa e Fassino sono alla ricerca di nuovi soci per raddrizzare le pericolanti finanze del Salone. Le banche sarebbero i soci ideali. Dimettendosi dal CdA Lapucci aprirebbe quindi la via all'ingresso di Unicredit nel Salone: lascia libero un posto, e rimuove un problema d'opportunità, poiché Fondazione Crt è tra i principali soci di Unicredit. È quanto si può dedurre dalla dichiarazione di Lapucci stesso: "L’obiettivo della scelta è di favorire, in una posizione di maggiore terzietà, l’ingresso di nuovi possibili soggetti sostenitori, con l’intento di far compiere un passo in avanti alla Fondazione, a fronte della particolare complessità della situazione derivante dalle gestioni precedenti".
Questo vale nella migliore delle ipotesi: ma le dimissioni di Lapucci potrebbero anche significare - e sarebbero guai - che l'attento e scafato Lapucci non è per nulla convinto dei conti del Salone, e preferisce chiamarsi fuori. 
 Comunque per il momento non risulta che intenda dimettersi dal CdA anche Piero Gastaldo, segretario della Compagnia di San Paolo; dimissione che a sua volta preluderebbe all'ingresso di Intesa Sanpaolo nella Fondazione del Libro. Sempre nella migliore delle ipotesi. 

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

UN QUARTO DI SECOLO CON LA SANDRETTO

Come eravamo. E' il 2002, Patrizia Sandretto inaugura la sede torinese della Fondazione in via Modane, affiancata da Enzo Ghigo, oggi presidente del Museo del Cinema e all'epoca presidente della Regione, e dal Chiampa, allora sindaco di Torino. Alle loro spalle riconosco Vittorio Sgarbi, il marito di Patrizia Agostino Re Rebaudengo, e l'allora vicario vescovile ed ex direttore della "Voce del Popolo" monsignor Franco Peradotto, oggi scomparso Oggi la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo compie venticinque anni. Nel tempo normale, il tempo di prima che abbiamo perduto, sarebbe l'occasione delle celebrazioni di rito, del "sembra ieri", e di quant'altro si conviene a ricorrenze significative per la vita culturale della città. Oggi niente di ciò è possibile. Con adeguato understatement, Patrizia Sandretto per ricordare l'anniversario si è limitata a inviare una lettera che a me è piaciuta, e che quindi pubblico integralmente.  Care e cari t...