Passa ai contenuti principali

MIBACT: COMPAGNONI LASCIA TORINO

A meno di un anno dal suo insediamento, Benedetto Luigi Compagnoni lascia l’incarico di segretario regionale del MiBACT per Piemonte per assumere quello di direttore dell’Archivio di Stato di Milano. Aveva iniziato il mandato lo scorso marzo nell’ambito della riforma che ha investito il ministero dei Beni culturali.

“Nei mesi della mia permanenza in questa splendida città – dice Compagnoni – ho avuto l’occasione di vivere un momento speciale, grazie a eventi quali l’Ostensione della Sindone, le rassegne culturali che si sono susseguite tra la primavera e l’autunno, lo svolgimento del World Forum of Local Economic Development, le visite del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio,  del Santo Padre, di Ban Ki-moon e di altre personalità di rilievo internazionale”. Denominatore comune di queste iniziative è stata la cornice aulica di Palazzo Reale, fulcro dei Musei Reali, che Compagnoni ha gestito come direttore nell'interregno fra Turetta e Pagella.

Nel 2015 i Musei Reali (ex Polo Reale) hanno avuto, dichiara Compagnoni, 526.000 visitatori, con un aumento dl 10 per cento rispetto al 2014. Crescita che, sostiene, "non si deve solamente all’aumento dei flussi turistici oppure alla gratuità delle prime domeniche del mese, ma è anche correlata alla varietà dell’offerta di visite guidate, percorsi tematici e laboratori didattici, nonché alle aperture straordinarie, tra cui il prolungamento fino a mezzanotte garantito tutti i sabati sera da giugno a dicembre".

Al momento di lasciare la poltrona, Compagnoni fa notare di aver "avviato alla conclusione il cantiere per la riapertura dei Giardini Reali" (inaugurazione il mese prossimo) e quello per il restauro della Cappella della Sindone, che si prevede di terminare entro il 2017.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...