Passa ai contenuti principali

CI RIPRENDIAMO I GIARDINI REALI

I Giardini reali tornano all'onor del mondo, e da giovedì cinque ettari su sette saranno riaperti al pubblico
I Giardini reali riaprono. Almeno la parte "storica", quella dietro a Palazzo, Per l'area alle spalle della Prefettura e della Cavallerizza ci vorrà più tempo: ma fonti informate mi assicurano che entro la fine di aprile anche quelli saranno finalmente agibili e all'onor del mondo.
Intanto, da giovedì 24 marzo si spalancano i cancelli sul nucleo più antico, per l'appunto quello a nord di Palazzo Reale.
A Pasquetta ci sarà la festa di riapertura vera e propria, dalle 10,30 alle 18, in collaborazione con la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani. Il 3 aprile sarà invece avviato il cantiere di restauro delle statue e della Fontana dei Tritoni che terminerà in giugno. Non li hanno restaurati prima, in contemporanea con i lavori di giardinaggio paesaggistico, per una questione tecnica, un po' complessa da spiegare (quindi non la sto a spiegare) ma accettabile.
Alla presentazione, stamattina, c'erano Fassino e l'assessore regionale Parigi, di partenza per la Russia, nuova tappa delle sue peregrinazioni di commessa viaggiatrice del Piemonte turistico: "La riapertura dei Giardini - ha detto - è un nuovo tassello del 'pacchetto turistico' che stiamo preparando per il pubblico internazionale". Fassino ha fatto il solito discorso su Torino che investe sulla cultura eccetera eccetera.
Di certo, con i Giardini ritrovati il complesso dei Musei Reali si completa, diventando un insieme unico e niente niente male: non sarà il Louvre, ma fa la sua porca figura. Tra l'altro, d'ora in poi l'ingresso della Galleria Sabauda non sarà più da via XX Settembre, bensì proprio dai Giardini. Il che, ammettiamolo, è tutto un altro spettacolo.
L'area finora recuperata è di cinque ettari, su un totale di sette, e l'intervento è stato pagato con i soldi del Programma Operativo Regionale, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007/2013, con una spesa effettiva di circa 1,5 milioni di euro. Dai Musei Reali mi dicono anche, molto orgogliosi, che si apre una collaborazione con il Touring Club, che "fornirà dei propri volontari come personale di supporto al pubblico". Insomma, per accogliere i visitatori. Al momento i volontari dovrebbero essere due. Non una folla. A occhio, direi che non rischiano di portar via il lavoro ai dipendenti.
L'orario d'apertura è dalle 9 alle 19, dal martedì alla domenica. La direttrice Enrica Pagella si sta informando sul tipo di campanelli da installare per avvertire i visitatori quand'è l'ora di chiudere, caso mai qualcuno pensasse di infrattarsi. Ingresso a pagamento, ma per i primi due mesi si entra gratis. Anche i cani, però al guinzaglio. E cerchiamo di tenerli puliti. I Giardini, non i cani. O anche i cani, che è meglio.

Commenti

  1. Se non sbaglio sono stati progettati da André le Nôtre.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il progetto sì, così risulta. Ma cito "Dietro il Palazzo, verso la strada di circonvallazione, si stende il R. Giardino sostenuto dagli antichi bastioni. Lo fece nel genere regolare, introdotto da Le Nôtre per i giardini di Luigi XIV, il francese Dupacs o Duparc". (Giuseppe Pomba, Descrizione di Torino, 1840)

      Elimina
  2. Ci riprendiamo i giardini reali si, ma solo per due mesi. prova gratuita e poi si paga? Sono amareggiata per questa politica culturale torinese che mette a reddito il bene comune sottraendolo ai cittadini, con tariffe sempre più alte. Nei musei di mezza Europa i turisti pagano, i residenti hanno riduzioni, gli studenti entrano gratis!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In mezza Europa, e nel resto del mondo civile, i cittadini pagano le tasse. Tutte, tutti. Lo Stato può quindi ridistribuire, anche sotto forma di ingresso gratuito ai musei. Qui, nel paese dei furbi, le tasse le evadiamo. E se ci capita l'occasione rubiamo sugli appalti, viaggiamo a sbafo in tram, ce ne freghiamo se al bar non ci fanno lo scontrino, ci mettiamo d'accordo con l'idraulico per il lavoretto senza fattura. Con oscene strizzatine d'occhio, giustificazioni miserabili e consolatorii così fan tutti. E allora rendiamoci conto che gratis è morto e bengodi è finito, e paghiamo almeno il biglietto dei musei, senza piagnucolare, da sudditi cialtroni e autolesionisti quali siamo nei secoli dei secoli. Altro che "cittadini".

      Elimina
    2. Sarebbe un'ottima soluzione, e francamente lo spero, che l'ingresso ai giardini rientri nel pacchetto della tessera Abbonamento Musei Torino. Se così fosse, soprattutto i residenti, avrebbero un motivo in più per abbonarsi ed un ingresso "libero" ai giardini.

      Elimina
    3. http://www.lastampa.it/2016/03/25/torinosette/sommario/la-settimana/una-settimna-xDUhNQtU0tUENoIkayAjCM/pagina.html

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

LUCA MANA DIRETTORE DEL MUSEO OMETTO

Luca Mana è il nuovo direttore del Museo Accorsi-Ometto Ricevo e volentieri pubblico: Da ieri il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo direttore. Il 26 settembre 2019 si è riunito il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali. L’incarico sarà effettivo dal 1°ottobre. Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio Crt “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei re...