Passa ai contenuti principali

LAMPI SULLA MOLE: BARBERA SCOMPARSO, MARTINI IN PARTENZA

Il Museo toglie il sonno al presidente
La rampante Pesenti (a dx) con la Leon
Lo ammetto: negli ultimi giorni ero un po' moscetto. Avevo i cazzi miei, e in certe circostanze figurarsi se t'appassioni alle bufferie dei soliti politici saltimbanchi. Per fortuna mia, e malasorte dei saltimbanchi, ciò che si poteva risolvere bene s'è risolto bene, e per quello che non si può risolvere è inutile affannarsi; ragion per cui torno allegramente a scrivere le mie cronichette d'avanspettacolo, e nei prossimi post tenterò un resumé delle puntate che ho di recente trascurato. Stasera comincio con il Museo del Cinema. Seguiranno gli altri, ora ho tempo per tutti.

Barbera al tabasco e i pesi di Pesenti

La situazione al Museo del Cinema s'è cronicizzata. Dopo la malriuscita gabola del direttore su misura, si ha l'impressione che nessuno frema per l'impazienza di riprovarci, e non sembra più un'urgenza per nessuno la nomina a mezzo bando del nuovo direttore. Un direttore che secondo le ultime voci potrebbe essere un "unico", artistico e amministrativo insieme: ovvero ciò che dicevano di non volere ma adesso gli tornerebbe assai comodo. Intanto, come sempre accade in Italia a cose situazioni e cariche provvisorie, anche la direzione provvisoria di Donata Pesenti sta stabilizzandosi. Cresce anche il peso del "coordinatore generale" Daniele Tinti, quello che nei giorni convulsi della mancata nomina del direttore il Comune tentò in extremis di piazzare sulla poltrona contesa.
Alberto Barbera, il desaparecido della Mole
Ho tuttavia ho la vaga impressione che nelle stanze di via Montebello, al primo piano dell'austero palazzo che ospita gli uffici di Museo, non tiri una bell'aria: ufficialmente sono la famiglia del Mulino Bianco, ma in privato fioccano le geremiadi. Molti mi descrivono una Donata Pesenti piuttosto nervosa, gravata dalle responsabilità del ruolo
Un fatto invece è oggettivo, al di là dei "si dice" che lasciano il tempo che trovano: non si hanno più notizie del famoso contratto di "consulenza artistica" per Alberto Barbera. Tale contratto un mese fa mi risultava già scritto e pronto per la firma. Pare che l'interessato non l'abbia mai ricevuto. 
Non si dannano l'anima per farglielo firmare né i partigiani del Comune pentastellato (notoriamente all'Appendino il Barbera sta simpatico come un litro di tabasco nelle mutande), e neppure il presidente Damilano
Mi dicono che invece per il contratto di Barbera si sarebbe spendendo l'ex sindaco Fassino. 
Ciò potrebbe significare un colpo mortale per le residue chance del contratto di Barbera. 
Lovers: la coppia di fatto Dionisio&Minerba
Emanuela Martini, director on the run

Incognite dei Festival: l'addio di Emanuela e nubi sull'ex Tglff

I contorcimenti del Museo si riflettono sui Festival che il Museo gestisce. E' opinione diffusa che il prossimo Torino Film Festival sarà l'ultimo di Emanuela Martini: la direttrice ha sempre lavorato in felice simbiosi con Alberto Barbera, mentre negli ultimi tempi non nascondeva il fastidio per certe stramberie dei grillini e di Damilano: periferie a parte, ricordate la pantomima del Festival d'estate?
Alla luce di quanto sopra riferito, oggi non accetterei nessuna scommessa, neppure a quote favorevolissime, su una Emanuela Martini direttrice del Torino Film Festival dopo l'edizione in programma il prossimo dicembre, che sta già preparando.
La situazione sembra normalizzata a Lovers, l'ex Tglff che dopo le tempeste per la defenestrazione di Giovanni Minerba ha trovato quiete nella direzione di Irene Dionisio: una nomina che almeno in apparenza quasi tutti hanno apprezzato. Ma anche qui il malcontento cova sotto le ceneri, e non si possono escludere colpi di scena. Gli storici componenti dello staff di Minerba sono stati esclusi dalla squadra della neo-direttrice, ad eccezione di Angelo Acerbi e Piero Valetto. Silvia Novelli ha ricevuto un'offerta che ha preferito rifiutare. Gli altri nisba. Non l'hanno presa benissimo. Nei prossimi giorni potrebbero far sentire la loro voce. 

Ok, per oggi direi che basta. Stasera sono a cena con amici.
Domani mi occupo degli altri.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

CHOMET, BOLLANI E JERRY RUBIN: ECCO UN FESTIVAL STELLARE MA LOW COST

Due cose mi piacciono in particolare dell'imminente ventiseiesima edizione di Sottodiciotto - che da quest'anno diventa "Sotto18+" a indicare la volontà di rivolgersi sempre più (appunto...) a tutti, non soltanto ai giovanissimi. Due cose, intendo, oltre a tutto il resto, dato che da sempre ho molti ottimi motivi per apprezzare Sottodiciotto. Prima cosa, la serata di sabato 13 dicembre: per la proiezione di "Marcel et monsieur Pagnol", l'ultima opera di Sylvain Chomet , saranno presenti in sala il regista -  a mio avviso il massimo genio vivente dell'animazione - e l'autore delle musiche, il meraviglioso Stefano Bollani . Se considerate che quella sera, in sala, ci sarà pure un pianoforte, dovrete convenire che un festival può essere grande anche senza un grande budget. Come non è grande il buget di Sottodiciotto: 60 mila euro in totale dal Comune, 65 mila dalla Compagnia di San Paolo, 20 dalla Fondazione Crt, qualcosa - ma non si sa ancora se e...