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APPALTI: IN AGITAZIONE I LAVORATORI DEI MUSEI

Ricevo dai lavoratori del Consorzio CNS che operano nei musei torinesi, nonchè da Possibile e Sinistra Italiana, il seguente comunicato, che volentieri pubblico:

Oggi (venerdì 31) siamo stati in piazza Carignano davanti al Museo del Risorgimento e poi davanti al Comune con i lavoratori e le lavoratrici del Consorzio CNS, in occasione dello sciopero nazionale multiservizi, per chiedere che il loro lavoro venga tutelato a fronte della mancata conferma da parte dell'amministrazione civica dell’appalto musei, nato diciassette anni fa, che oggi viene cancellato con tempi e modalità del tutto inadeguate e dannose.
Possibile e Sinistra italiana sono accanto ai lavoratori del consorzio e appoggiano le loro richieste di chiarezza e la necessità di trovare una soluzione che tuteli i lavoratori da parte del Comune; l'ipotesi di scorporare gli appalti e non procedere più con l'appalto unico, genera inferiori economie di scala, ad esempio per le sostituzioni delle assenze, attività che attualmente viene regolata con il personale che opera a “scavalco” tra i diversi musei.
Per questo, la consigliera comunale Eleonora Artesio di Torino in Comune e Chiara Foglietta del Partito Democratico hanno presentato una mozione che invita la Sindaca e la Giunta a procedere alla copertura dei servizi in oggetto secondo la modalità già sperimentata dell'appalto unico per tutti i Musei.
In appoggio a questa richiesta, sono stati depositati per i Consigli della Circoscrizione 1 e 8 , dove hanno sede i 5 musei civici cittadini, due ordini del giorno che chiedono ai Presidenti di Circoscrizione un impegno diretto con la Sindaca e con l'assessora Leon affinchè vi siano maggiori certezze sulla gestione dei prossimi appalti nei Musei Civici.
Quella dei Musei Civici è solo la prima questione generata con i tagli al bilancio per il comparto cultura - dichiarano Francesca Druetti di Possibile e Alberto Re di Sinistra Italiana – dove a fronte di 5,8 milioni di euro di tagli i primi a farne le spese, come sempre, sono i lavoratori e le lavoratrici più deboli e meno tutelati. Siamo al paradosso: la Giunta comunale propone che, dall'appalto unico oggi in vigore, ogni museo faccia il suo appalto in autonomia mentre, come nel caso del Polo del 900 e quindi del Museo Diffuso della Resistenza, la stessa Giunta taglia 300.000 euro per le spese di funzionamento che a cascata andranno certamente a colpire i lavoratori”
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