Passa ai contenuti principali

IL SALONE CVD: IL MARCHIO VALE QUATTRO SOLDI E LA FONDAZIONE CULTURA SI ALLARGA

"Al congresso sono tanti, dotti medici e sapienti"
Oggi mi gira così, sono in un mood pinocchiesco...
Colonna sonora consigliata: "Dotti, medici e sapienti (Edoardo Bennato)

Come anticipato da Gabo (e intuito da qualsiasi persona di buon senso) due anni fa, il marchio del Salone del Libro non vale più un milione e otto, se mai li è valsi, e nemmeno un milione e due: se va di stralusso al massimo due-trecentomila tirati tirati, ma anche meno. E adesso sono cazzi amarissimi per il bilancio 2016 della Fondazione per il Libro: dato che il marchio lo hanno sempre calcolato all'attivo per quella cifra bella e impossibile, adesso si apre una voragine da una milionata o giù di lì.
Senza nemmeno aspettare il responso ufficiale della società incaricata di rifare la valutazione dello svalutato brand, oggi i soci e il CdA della Fondazione per il Libro si sono visti e hanno buttato lì qualche ragionamento dando per scontata la catastrofe. Ecco il comunicato diffuso al termine della mesta riunione:


I Soci e i componenti del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione per il Libro si sono riuniti oggi, mercoledì 4 ottobre, presso la Sala Giunta della Regione. Hanno discusso la situazione economico-finanziaria della Fondazione (a questo punto disastrosa, NdG) al fine di salvaguardare e valorizzare le finalità e gli obiettivi editoriali e culturali del Salone Internazionale del Libro di Torino e le ricadute economiche e sociali che questo ha sul territorio.
L’importanza di garantire la discontinuità con il passato porta i Soci a valutare la scelta di distinguere le attività culturali ed editoriali (quelli che fanno il palinsesto del Salone, NdG) da quelle gestionali (ovvero l'organizzazione commerciale: si sente odore di cessione ai privati, ancor più adesso che il marchio costa poco, NdG). Per garantire la migliore coerenza tra le due, si è deciso di istituire una cabina di regia di cui faranno parte anche gli editori Amici del Salone
(che si sono schierati fin dalla prima ora con Torino e contro lo scisma milanese:giustamente, Nic Lagioia aveva fin da subito assicurato che sarebbero stati sempre più coinvolti, NdG).
La cabina di regia studierà le forme migliori e più efficaci per dar vita a un’edizione 2018 del Salone che continui il successo di quella precedente; a questo fine potrà avvalersi anche delle competenze del Circolo dei lettori e della Fondazione per la Cultura (zacchete lì, ve l'avevo detto: e scommettiamo che la parte del leone toccherà alla Fondazione Cultura? A differenza del Circolo, scalpita per farlo, NdG). L’iter definito sarà valutato e sottoposto all’Assemblea dei Soci in seguito al lavoro effettuato in tavoli tecnici che saranno avviati sin da subito".


Alla mesta riunione c'erano il Chiampa, Chiarabella, Coppola per Intesa San Paolo, la Parigi, Mario Montalcini, il presidente Bray come al solito collegato via Skype, gli altri due del CdA Luciano Conterno e Piero Gastaldo, nonché il segretario generale Giuseppe Ferrari che scade il 31 ottobre e secondo me non vede l'ora di tornarsene al suo tranquillo lavoro in Comune. Ma ho paura per lui che non gli sarà tanto facile.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

LUCA MANA DIRETTORE DEL MUSEO OMETTO

Luca Mana è il nuovo direttore del Museo Accorsi-Ometto Ricevo e volentieri pubblico: Da ieri il Museo Accorsi-Ometto ha un nuovo direttore. Il 26 settembre 2019 si è riunito il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Accorsi-Ometto che ha ratificato le ultime volontà del Cavaliere Giulio Ometto, nominando Direttore del Museo e del Consiglio artistico Luca Mana, attuale responsabile delle collezioni museali. L’incarico sarà effettivo dal 1°ottobre. Luca Mana, 38 anni, è storico dell’arte. Ha studiato a Torino e a Bologna. Vincitore nel 2009 della borsa di studio Crt “Master dei Giovani Talenti della Società Civile”, dal 2015 è responsabile delle collezioni del Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, del quale, in questi ultimi anni, ha curato il riallestimento delle sale e gli allestimenti delle mostre. Curatore e co-curatore di esposizioni dedicate alla cultura figurativa italiana tra Seicento e Ottocento, è autore di saggi e di articoli che spaziano dall’evoluzione dei re...