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GUGLIELMINOTTI TRIVEL AL MAO, SI CHIUDE LA STORIACCIA

Marco Guglielminotti Trivel
Come previsto, è arrivata la nomina del nuovo direttore del Mao, in sostituzione di Biscione che se ne va a dirigere il nuovo M9 a Mestre.
. E' l'atto finale di una storiaccia che ci ha accompagnato per più di tre anni, nel corso dei quali - lo scrivo a futura memoria - il Mao guidato da Biscione dapprima ha recuperato visitatori, arrivando a 109 mila nel 2016, per poi ridiscendere nel 2017 a quota 93 mila. Mi auguro che il nuovo direttore sappia fermare la caduta libera.
Quanto a me, quella storiaccia non ho davvero voglia di ripercorrerla per l'ennesima volta. Non qui, non oggi. Non davanti al mare, non in un giorno migliore come questo. Francamente, viste da qui le miserie che ho raccontato mi sembrano piccole e lontane. E piccolo e lontano è anche l'agitarsi delle mosche cocchiere che s'affannano per attribuirsi il merito della "giustizia fatta". 
Ad ogni modo, in qualche modo si pone rimedio a un "vulnus": è stato nominato Marco Guglielminotti Trivel, a suo tempo primo nella graduatoria del bando che si chiuse poi con l'affidamento della poltrona a Biscione. Allora si scandalizzò l'Appendino, che stava all'opposizione e manco immaginava che due anni dopo si sarebbe ritrovata a combinare gli stessi magheggi, a ruoli invertiti, per la direzione del Museo del Cinema. Poi, quando Appendino divenne sindaco e lasciò Biscione al suo posto, fu il leghista Ricca ad autonominarsi censore dei magheggi al Mao. Il bello è che sia Chiarabella sia Ricca, ormai è noto, erano eterodiretti dallo "spin doctor" Sherif el Sabaie.
Una storia, nel complesso, degna dei nostri tempi. Ma tra poco il sole tramonterà dietro la linea scura di Carloforte e scenderà il buio sulle miserie umane, e non intendo perdermi il porpora del cielo per occuparmi ulteriormente di simili poverate: quindi accontentatevi del comunicato della Fondazione Torino Musei. L'intera vicenda non merita di più.

Il Consiglio Direttivo della Fondazione Torino Musei, in seguito alle dimissioni di Marco Biscione a far data dal 1 novembre 2018, nel corso della seduta di oggi, lunedì 30 luglio 2018, ha deciso di affidare la direzione del Mao Museo d’Arte Orientale a Marco Guglielminotti Trivel.
Marco Guglielminotti Trivel assumerà l’incarico a pieno titolo a partire dal 1 novembre 2018.

Marco Guglielminotti Trivel è il Conservatore per l’Asia Orientale del Mao, dove lavora stabilmente dal 2006 occupandosi principalmente delle collezioni cinese e giapponese. Ha contribuito alla prima apertura al pubblico del Mao nel 2008 e al riallestimento della galleria dedicata alla Cina nel 2015. Nel corso degli anni ha progettato e curato mostre nazionali e internazionali, e i loro rispettivi cataloghi, tra le quali "Cavalli Celesti. Raffigurazioni equestri nella Cina antica" e "Riflessi d’Oriente. 2500 anni di specchi in Cina e dintorni". Ha promosso e partecipato a progetti di studio e ricerca con partner italiani e stranieri. Torinese di nascita, si è laureato nel 1995 all’Università di Torino in Lingua e Letteratura Cinese, con curriculum e tesi a indirizzo storico-artistico. Nel 1996 ha vinto una borsa di studio biennale promossa dal Ministero degli Affari Esteri italiano e ha quindi seguito corsi di archeologia cinese all’Università del Jilin. Complessivamente ha vissuto in Cina per quasi sei anni, alternando lavori di mediazione linguistica in azienda a consulenze free-lance per progetti di cooperazione internazionale in campo archeologico: ha preso parte, ad esempio, alle attività di scavo dell’Università di Napoli “L’Orientale” nella provincia dello Henan dal 1997 al 2002, e ha coordinato per tre anni le ricognizioni dell’Università di Genova in Mongolia Interna e a Pechino. Borsista del dottorato in archeologia - “Rapporti tra Oriente e Occidente” - presso “L’Orientale” di Napoli nel triennio 2002-2004, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca con una tesi di archeologia cinese. È autore di svariate pubblicazioni su riviste universitarie e specialistiche, nonché di saggi e schede per cataloghi di mostre. Ha inoltre insegnato Arte dell’Asia Orientale all’Università di Genova prima e Arte Cinese all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia poi per due anni e mezzo complessivi. È membro dell’EACS (European Association of Chinese Studies) e socio dell’AISC (Associazione Italiana di Studi Cinesi).

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