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IRAN PAESE OSPITE DEL SALONE? ANCHE NO...



Ieri i vertici del Salone hanno disinnescato la prossima crisi. Giulio Biino, il sorridente presidente del Circolo dei Lettori, e Silvio Viale, la lucida testa d'uovo che guida la cordata degli organizzatori, hanno incontrato tre rappresentanti della Fiera del Libro di Teheran, che portavano al Salone un dono di quelli che quando li ricevi non sai bene come regolarti: la candidatura dell'Iran come Paese ospite, il prossimo anno.
Era prevedibile che i tre re magi sarebbero arrivati: l'anno scorso Bray in persona era volato a Teheran per gettare le basi dell'invito nel 2020. Allora usava così, il Salone andava a cercarsi le grane con il lanternino.

Facile prevedere il casino sul tema dei diritti umani, se davvero arrivasse al Lingotto come ospite d'onore un paese come l'Iran. Biino e Viale hanno tergiversato, con estrema diplomazia, e per non offendere gli ospiti li hanno rimandati a ulteriori approfondimenti che si terranno nella settimana dei tre giovedì.

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