Passa ai contenuti principali

MANTEGNA: MOSTRA RICCA, COMUNICAZIONE POVERA

Mantegna, "Ecce Homo"(Museo Jacquemart-André, Parigi)
"Mantegna. Rivivere l'antico, costruire il moderno" - a Palazzo Madama dal 12 dicembre - è finalmente, dopo tre anni di chiacchiere e teorie demenziali sull'inutilità delle grandi mostre blockbuster, una mostra che dichiaratamente aspira a essere blockbuster, ad attrarre turismo culturale e a riportare davanti a un nostro museo quelle celebri code tanto disdegnate da un infelice slogan elettorale
E può farcela, perché punta su un nome di indiscussa popolarità e perché è un'ottima mostra. Sono oltre cento opere, una quarantina di Mantegna, le altre di maestri assoluti del Rinascimento. Il massimo, direi, che si poteva fare con il budget a disposizione: circa due milioni di euro, frutto di una joint venture fra la società Civita, specialista in organizzazione di eventi culturali, che ha investito 870 mila euro contando di rifarsi con la biglietteria; 750 mila euro sono la sponsorizzazione di Intesa Sanpaolo; la Fondazione Torino Musei, povera per definizione, ci ha messo 350 mila euro di tasca propria; e 80 mila vengono dalla Camera di Commercio. Purtroppo, di quella cifra si sono potuti destinare appena 130 mila euro alla comunicazione, e qui vedo il punto debole del progetto, sul fronte del richiamo turistico. Ho già avuto modo di affrontare il problema, qui sul blog e pure sul Corriere. E anche oggi, con un articolo sul Corriere, torno a ragionare sull'inadeguatezza, tutta torinese, degli investimenti su una comunicazione efficace e professionale degli eventi e delle proposte del nostro sistema culturale. I soldi scarseggiano e, poiché consideriamo la comunicazione un aspetto secondario del progetto, le destiniamo le briciole del budget. Così insistiamo a raccontarcela fra noi, ondeggiando fra grandi speranze e rinfaccini da asilo, tipo la scenetta a cui ho assistito ieri in conferenza stampa: quello della Camera di commercio butta lì la frecciatina ("Ci servono eventi che riempiano gli alberghi, oltre alla settimana di Artissima e alle partite della Juve...") e subito il prode Sacco salta su e annuncia che, secondo "i dati della questura", quest'anno fino a ottobre i turisti che hanno pernottato a Torino sono stati 152 mila, contro i 113 mila del 2016. E allora tutto va ben, madama la marchesa, e continuiamo così.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...