Passa ai contenuti principali

LOVERS SI FA, IN SALA DAL 22 AL 25 OTTOBRE

La direttrice Luxuria con il presidente Ghigo
Dopo la conferma che a ottobre, dall'1 al 4, si farà l'edizione 2020 di CinemAmbiente (va da sé, in base alle prescrizioni in vigore a quel tempo), oggi arriva un'analoga buona notizia per Lovers.
Resta il terzo, e più grande, festival del Museo del Cinema, il Tff, che si dovrebbe fare dal 20 al 28 novembre. O almeno, il direttore Francia di Celle ci sta lavorando come se. 
I budget sono stati ridotti del 35 per cento (per il Tff, il più costoso, calerà a un milione 450 mila euro) e anche la durata delle rassegne si restringe: ad esempio, l'edizione 2020 di Lovers sarà la più breve della storia recente, appena quattro giorni (anzi, tre più la serata inaugurale. Purché, a furia di ridursi, presto o tardi non ne rimanga più nulla.
Ecco il comunicato:


Il Lovers Film Festival, che avrebbe dovuto tenersi ad aprile e che è stato rimandato a causa dell’emergenza Covid 19, si svolgerà dal 22 al 25 ottobre presso il Cinema Massimo, la multisala del Museo Nazionale del Cinema.
Ad annunciarlo è la direttrice Vladimir Luxuria che commenta così: “Il cinema racconta la vita ed entrambi devono andare avanti: abbiamo deciso che Lovers edizione 2020 sarà cinema, sarà sala, sarà pubblico presente fisicamente, luci che si spengono ed emozioni che si accendono; puntiamo su un Festival di comunità che vuole ritornare a vedersi e a confrontarsi dal vivo. Pur con tutte le difficoltà assicuro che non mancheranno film e documentari di alta qualità e ospiti di prestigio. Una serata di inaugurazione e tre giorni di proiezioni con concorso e premiazione finale. Accomodatevi in sicurezza sulle poltrone e lasciatevi andare alla magia del grande schermo".
Il festival quest’anno raggiunge un importante traguardo – 35 anni di vita – e la squadra è al lavoro sul programma che verrà annunciato in conferenza stampa mercoledì 14 ottobre alle 11.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...