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COVID A TEATRO: LA PAURA E LA STATISTICA

Il teatro Carignano con i posti distanziati (ph. De Palma)

Gli spazi di manovra si restringono di ora in ora, con l'aggravarsi dell'emergenza e l'annuncio di nuove, più severe restrizioni: ma per teatri e cinema non è ancora lockdown, e gli operatori tentano di salvaguardare il loro lavoro, per quanto possibile. L'Agis Piemonte ha preparato la bozza di un nuovo protocollo anti-covid, adeguato alla situazione attuale: sarà sottoposto alla Regione e, in seconda istanza, al governo, nella speranza di scongiurare un secondo e definitivo tracollo del settore dopo il lockdown primaverile. Gli operatori sono confortati da una recente analisi del sito specializzato celluloidjunkie.com - basata su statistiche ufficiali e studi di istituzioni credibili – dalla quale risulta che a oggi, dall'inizio della pandemia, non s'è registrato a livello mondiale, su circa cento milioni di persone che hanno assistito a una proiezione cinematografica, neppure un singolo caso accertato di contagio diretto.
Ma come reagisce il pubblico? Frequenta gli spettacoli, o ha la meglio la paura del virus? Per chiarirmi le idee ieri ho fatto un giro di telefonate, e poi ho scritto l'articolo di stamattina per il Corriere di Torino

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