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COVID A TEATRO: LA PAURA E LA STATISTICA

Il teatro Carignano con i posti distanziati (ph. De Palma)

Gli spazi di manovra si restringono di ora in ora, con l'aggravarsi dell'emergenza e l'annuncio di nuove, più severe restrizioni: ma per teatri e cinema non è ancora lockdown, e gli operatori tentano di salvaguardare il loro lavoro, per quanto possibile. L'Agis Piemonte ha preparato la bozza di un nuovo protocollo anti-covid, adeguato alla situazione attuale: sarà sottoposto alla Regione e, in seconda istanza, al governo, nella speranza di scongiurare un secondo e definitivo tracollo del settore dopo il lockdown primaverile. Gli operatori sono confortati da una recente analisi del sito specializzato celluloidjunkie.com - basata su statistiche ufficiali e studi di istituzioni credibili – dalla quale risulta che a oggi, dall'inizio della pandemia, non s'è registrato a livello mondiale, su circa cento milioni di persone che hanno assistito a una proiezione cinematografica, neppure un singolo caso accertato di contagio diretto.
Ma come reagisce il pubblico? Frequenta gli spettacoli, o ha la meglio la paura del virus? Per chiarirmi le idee ieri ho fatto un giro di telefonate, e poi ho scritto l'articolo di stamattina per il Corriere di Torino

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CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

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