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"EXPOSED, BILANCIO POSITIVO" (OVVERO, NAPOLEONE HA VINTO A WATERLOO)


L'altra sera, al summit della “cabina di regia” che doveva fare un bilancio della prima edizione di Exposed, tirava una cert'aria di misurato ottimismo, tipo quando le becchi quattro a zero in casa ma l'allenatore dice che “la squadra ha risposto bene”. I promotori del festival “internazionale” della fotografia svoltosi all'insaputa della masse dal 2 maggio al 2 giugno - Camera di Commercio, Comune, Regione, Intesa e fondazioni bancarie - dopo un paio d'ore di private recriminazioni hanno dato il via libera alla pubblica assoluzione, tramite il rituale “comunicato stampa finale” che dopo un mesetto di reticente ritardo favoleggia inevitabili trionfi. Ma al netto dei contorsionismi lessicali (“alto profilo marcatamente internazionale... logica di sistema e di ottimizzazione delle risorse e delle competenze... confronto dinamico tra artisti e pubblico”) le 46 mila presenze dichiarate con bella generosità, se divise per 32 giorni e 23 sedi, paiono pochine. E poi c'è la frase chiave (“la prima edizione ha consentito di individuare i fattori positivi e gli interventi di miglioramento necessari”) che conferma a denti stretti l'imbarazzo per quella che, benevolmente, potremmo definire un'occasione mancata. Detta con maggior brutalità, nel mondo reale pochi si sono accorti dell'esistenza di Exposed...

L'articolo, uscito stamattina sul Corriere, prosegue con approfondimenti e considerazioni d'arte varia che vanno dalle perverse conseguenze dell'improvvisazione al ruolo dei bancomat della politica. Al giornale cartaceo rimando pertanto i lettori interessati. Qui sul blog ripropongo invece tutti i link ai post e agli articoli sul Corriere che in questo mese ho dedicato all'epopea di Exposed: ma soprattutto riproduco il testo integrale dell'ineffabile "comunicato stampa finale", cintura nera di arrampicata sugli specchi.
Cominciamo con i link:

E adesso (rullo di tamburi) ecco a voi, in tutto il suo splendore, il mitico comunicato:

Commenti

  1. Con oltre 46.000 visitatori....che strano: 46.000 visitatori sono giusto quelli che hanno visto a Camera la mostra di Robert Capa e Gerda Taro. Sarà solo un caso?

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  2. I numeri non giustificano nulla e in questo caso denotano segni inequivocabili di anoressia culturale.

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