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PICCOLI TRUMP CRESCONO

Era un bel po' che il mio leghista favorito, Fabrizio Ricca
(foto), mi faceva mancare i sapidi spunti situazionisti che avevano illuminato la sua carriera in Consiglio comunale, dalle battaglie contro l'arte degenerata alle intemerate contro il Museo Egizio. Passato in Regione e asceso al rango assessorile, il buon Fabrizio sembrava sottotono, spento, ingrigito. Ma ecco il colpo d'ala che ci restituisce il Ricca dei tempi migliori: una trovata degna (si parva licet) di un Trump de noartri – vabbè, un Trumpino, si fa quel che si può... - o del ragazzino che si porta via il pallone perché è suo e gli amichetti non lo fanno giocare centravanti.
Per farla breve: a Ricca – come a tutto il centrodestra – è andata di traverso l'alzata d'ingegno di Lo Russo del «patto di collaborazione per i beni comuni» su Askatasuna che dovrebbe «normalizzare» - così sperano a Palazzo Civico... - il famigerato centro sociale occupato. E fin qui ci sta. Per mettergli il bastone tra le ruote un anno fa i leghisti avevano escogitato un emendamentino in base al quale tale procedura non si può adottare per i «beni immobili interessati da occupazione senza titolo nei cinque anni precedenti alla stipula del relativo patto di collaborazione». Per esempio, Askatasuna.
Lo Russo se n'è fregato e a marzo ha rinnovato il «patto», con gran giramento del centrodestra regionale che adesso ricorrerà al Tar. Peccato che quell'emendamentino di un anno fa non preveda sanzioni a carico degli inadempienti: non ci avevano pensato, e adesso a Ricca tocca di metterci una pezza.

Il seguito dell'articolo sul Corriere di oggi o a questo link.

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