Uscito sabato sul Corriere e non disponibile on line:
Amo i bilanci. A differenza della comunicazione istituzionale, per sua natura giubilante e trionfalista, i bilanci sono sinceri, dicono come davvero stanno le cose – sennò si rischia la galera... - e lo dicono con la forza dei numeri, che puoi interpretare, ma quelli sono: una solida base per l'interpretazione. Faccio un esempio: lo scorso dicembre, in chiusura del Torino Film Festival, gli uffici stampa avevano dichiarato un incasso alla biglietteria di 152 mila euro: crescita impetuosa rispetto al 2024, quando nel bilancio consuntivo per il primo Tff diretto da Giulio Base risultava un incasso di 128 mila euro; ma anche rispetto ai quasi 134 mila euro dell'edizione del 2023 diretta da Steve Della Casa. L'incasso putativo di 152 mila euro consentì all'epoca di esultare per le magnifiche sorti e progressive del «nuovo» Tff, sorvolando sul fatto che trattavasi di cifra al lordo di Siae e Iva, mentre nei bilanci si indicano gli incassi netti.
Adesso il Museo del Cinema ha pubblicato il bilancio consuntivo del 2025: così apprendiamo che l'incasso netto alla biglietteria dell'ultimo Tff è stato di 125 mila euro: meno novemila euro sul 2023, quando però furono programmati circa 200 film; e meno tremila euro sul 2024, quando i film proposti dal direttore Base furono 120 come nel 2025. Definire, alla luce di queste cifre, un «grande successo» il Tff 2025 mi sembra quantomeno azzardato.
Può anche darsi che la flessione dipenda dalla riduzione delle spese per ospitare divi & dive acchiappa-pubblico: dopo aver superato i 535 mila euro nel 2024, l'anno scorso si sono limitati (si fa per dire...) a 409 mila. D'altronde si doveva fare economia: il budget totale del Tff 2025, nel bilancio consuntivo, ammonta a 2 milioni e 664 mila euro, mentre nel 2024 sfiorava i 3 milioni. Per fortuna l'anno scorso sono aumentate le sponsorizzazioni: 340 mila euro contro i 138 mila del 2024 sono un bel colpo. Merito, presumo, dell'apposito e affollato (sei persone) ufficio marketing e comunicazione di cui s'è dotato il Museo.
Peccato che l'apposito ufficio funzioni soltanto per il Tff. Non si avvertono benefici per Lovers, da sempre vittima dei pregiudizi che allontanano gli sponsor: nel 2025 ha avuto un budget totale di 585 mila euro ma le sponsorizzazioni, che fino al 2024 galleggiavano sui 30 mila euro, sono scese a 27.500. Non so se per merito dell'apposito ufficio.
Comunque il dato davvero singolare riguarda CinemAmbiente: il più povero dei tre festival del Museo (budget di 390 mila euro nel 2025) ma da sempre attrattivo per le imprese green o bisognose di greenwashing. Di conseguenza il fondatore e direttore di CinemAmbiente, Gaetano Capizzi, impegnandosi di persona riusciva a coprire con le sole sponsorizzazioni quasi un terzo dei costi. Ancora nel 2023 Capizzi, già malato, aveva portato a casa oltre centomila euro. Morto lui, della ricerca degli sponsor s'è occupato direttamente il Museo, suppongo tramite l'apposito ufficio. Con mirabolanti risultati al ribasso: a bilancio risultarono 87 mila euro di sponsorizzazioni nel 2024, scesi a 78.500 nel 2025: e per quest'anno il bilancio preventivo 2026 prevede per CinemAmbiente un netto taglio del costo (337 mila euro) e 62 mila euro di sponsorizzazioni. Semper ad maiora.
Ultima notazione, en passant: il bilancio 2025 del Museo del Cinema pareggia a 19 milioni e 214 mila euro, a fronte dei 19,9 del 2024. E i ricavi degli ingressi alla Mole scendono dai 6,9 milioni del 2024 ai 5,9 del 2025. Ma questa è un'altra storia. Varrà la pena di riparlarne.

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