Dopo tante liti e tante beghe, il Museo del Cinema sta lentamente tornando alla normalità, e il presidente Ghigo si industria per riempire di contenuti lo scatolone vuoto di "Torino Città del Cinema 2020" che gli ha rifilato il Comune. Un piano anti-fuffa, insomma. Vasto e ambizioso programma, date le condizioni di partenza: lo scatolone è proprio vuoto vuoto, senza uno straccio di progetto credibile (a meno di voler considerare "un progetto" i buffi totem con le facce degli attori) e soldi pochi e incerti. Intanto lanciano in pompa magna un vecchio progetto di Toffetti, la mostra "Cinemaddosso", che s'inaugura il 14 febbraio: poi si vedrà. A questo link trovate il mio articolo sul Corriere di oggi, che fa il punto della situazione.
Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...
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