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IL COMUNE FA LO SCONTO A PARATISSIMA

Una volta tanto arrivo in Commissione cultura e trovo delle facce sorridenti. Sono quelle di Damiano Aliprandi e Lorenzo Germak, gli organizzatori di Paratissima. Sono contenti perché hanno già incontrato non uno, ma ben tre assessori – Leon, Sacco e Montanari – e dall'incontro hanno ottenuto un piccolo beneficio concreto: il Comune quest'anno gli porterà via meno soldi. Come sapete, Paratissima si fa a ToExpo. Per la concessione di ToExpo il Comune pretende il 20 per cento dell'incasso netto alla biglietteria. La nuova giunta ha confermato l'impegno di quella precedente, riconoscendo a Paratissima il diritto di scalare da quel 20 per cento la cifra di 8 mila euro spesi per "migliorie permanenti" necessarie a riparare le vandalizzazioni che quest'estate hanno di nuovo ridotto ToExpo in condizioni pietose.
Pare poca cosa, per una manifestazione con un budget di 300 mila euro quasi completamente autofinanziato, ma uno sconto di ottomila euro è più di quanto Paratissima ha ricevuto in dodici anni dal Comune di Torino: un unico contributo di 5 mila euro nel 2010. Più facilitazioni e servizi del valore di circa 1400 euro all'anno.
Alla contentezza di Aliprandi e Germak aggiungo il mio compiacimento per la costruttiva sollecitudine di Leon e dei suoi colleghi. Almeno mostrano buona volontà. Bravi, continuate così e nessuno vi prenderà per i fondelli.

Un'audizione di successo

L'audizione di Paratissima, ieri in commissione cultura, è stata un giulebbe. Altro clima rispetto all'anno scorso, quando divampò una polemica che fece incazzare tantissimo Fassino. Stavolta i commissari, soprattutto quelli M5S, hanno apprezzato molto gli argomenti sciorinati dagli astuti Aliprandi e Germak: l'arte di strada, gli artisti emergenti, la creatività dal basso, la diffusione sul territorio, il coinvolgimento della gente e dei quartieri. Aggiungi che questi due manco bussano a soldi: a parte i 30 mila euro dalla Regione - che naturalmente arrivano con ritardi abissali - si mantengono da soli con sponsor, quote d'iscrizione degli espositori e biglietteria. Chiedono soltanto, come sempre, un po' di rispetto e una ragionevole certezza sulla sede: quest'anno sono ancora a ToExpo, e poi chissà. Fare programmazione a medio termine in condizioni simili è impossibile.
Intanto hanno ricevuto dalla Commissione cultura grandi segnali di stima e promesse di futuri e più concreti appoggi. Per Paratissima direi che si apre un'era nuova. E per Aliprandi e Germak potrebbero spalancarsi nuove prospettive. Dopo l'audizione l'assessore Leon mi diceva che il loro metodo di gestione è esemplare, e che andrebbe applicato anche ad altre realtà.

Non siamo la Juve, siamo la Primavera

Tanto entusiasmo ha un po' preoccupato Aliprandi e Germak, che si sono premurati di precisare che loro non sono né vogliono essere Artissima. Parafrasando l'ironico battibecco dello scorso anno con la Cosulich, hanno precisato che davvero Artissima è la Juventus, e Paratissima è la squadra giovanile. Per cui è auspicabile che Torino non pensi di giocarsi la Champions dell'arte contemporanea schierando la Primavera. Tanto più, hanno aggiunto, che Paratissima è il "parassita" di Artissima: e la scienza insegna che se muore l'organismo parassitato, muore anche il parassita.
Abili nella dialettica, Aliprandi e Germak, e prudenti nella vita: negli occhi degli entusiasti commissari si leggeva bene la domanda "ma se ci sono questi che lo fanno con quattro soldi, a che ci serve Artissima?". Vaglielo a spiegare. Meglio evitare rischi e mettere subito le cose in chiaro.

Arte antica per tutti

Nella stessa seduta della Commissione cultura sono stati ascoltati i responsabili (anzi, le responsabile) di Flashback, la fiera mercato d'arte antica che si tiene al PalaAlpitour nel periodo di Artissima. Pure in questo caso l'idillio era garantito: soldi non ne chiedono, ma soltanto un po' di promozione. Per di più, con il progetto "Opera Viva" hanno portato l'arte a Barriera di Milano.
Perfetto. In audizione dribblano con eleganza la "suggestione" di un commissario pentastellato di coinvolgere i robivecchi del Balon in una delle più importanti manifestazioni europee d'antiquariato d'alta epoca; però si impegnano a "diffondere sul territorio", e soprattutto nelle periferie, la conoscenza e la passione per l'arte antica. Se un domani avvisterete in piazza Derna un trumoncino del Quattrocento, sappiate regolarvi.

Dove comincia la periferia?

Ferve intanto il dibattito sui confini delle periferie: ieri battibecco fra il commissario Mensio (M5S), che come esempio di "arte nelle periferie" ha citato la sfortunata fontana di Costas Varotsos in piazza Benefica, e i maliziosi piddini che ironizzavano ridacchiando sulla "perifericità" di piazza Benefica. Mensio si è molto offeso, tanto di interrompere bruscamente il suo intervento.

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