Passa ai contenuti principali

PIEMONTE DAL VIVO, NIENTE MANEGGI PER VEDERE IL BILANCIO

A corollario del post precedente, sono lieto di comunicare che anche il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Piemonte dal Vivo ha approvato ieri il bilancio d’esercizio dell’ente per l’anno 2018. E oggi, dico oggi, sul sito della Fondazione posso già prendere visione del suddetto bilancio.
Taluni sono più solleciti, è evidente.
Ad ogni modo, se volete un riassunto per punti salienti, eccovi serviti qui a seguire.
Il pareggio è a 6.801.851 euro con un avanzo di gestione di
 11.169 euro. Rispetto al 2017 è calato il contributo del socio unico Regione Piemonte (-0,5%) ma sono arrivati più soldi dal MiBAC (+5%), e dai singoli Comuni per le stagioni teatrali (+10%). In forte crescita anche i contributi da privati (+16%). I ricavi dell’attività sono passati da 1,52 nel 2017 a 1,7 milioni nel 2018 (+11%): l'anno scorso il circuito di Piemonte dal Vivo ha programmato 872 spettacoli tra prosa, danza, musica e circo contemporaneo in 62 località piemontesi e 137 spazi, per un totale di 146.798 biglietti staccati.
Sempre nel 2018, infine, Piemonte dal Vivo nella classifica ministeriale dei circuiti multidisciplinari ha ottenuto il miglior punteggio relativo alla qualità artistica; con un aumento del 5% (il massimo possibile) del contributo Fus.

Commenti

Post popolari in questo blog

UN QUARTO DI SECOLO CON LA SANDRETTO

Come eravamo. E' il 2002, Patrizia Sandretto inaugura la sede torinese della Fondazione in via Modane, affiancata da Enzo Ghigo, oggi presidente del Museo del Cinema e all'epoca presidente della Regione, e dal Chiampa, allora sindaco di Torino. Alle loro spalle riconosco Vittorio Sgarbi, il marito di Patrizia Agostino Re Rebaudengo, e l'allora vicario vescovile ed ex direttore della "Voce del Popolo" monsignor Franco Peradotto, oggi scomparso Oggi la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo compie venticinque anni. Nel tempo normale, il tempo di prima che abbiamo perduto, sarebbe l'occasione delle celebrazioni di rito, del "sembra ieri", e di quant'altro si conviene a ricorrenze significative per la vita culturale della città. Oggi niente di ciò è possibile. Con adeguato understatement, Patrizia Sandretto per ricordare l'anniversario si è limitata a inviare una lettera che a me è piaciuta, e che quindi pubblico integralmente.  Care e cari t...

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...