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LO STALLO

Al Salone del Libro ricomincia l'avventura

Sul nome del prossimo direttore del Salone del Libro siamo arrivati a uno stallo pericoloso. I privati dell'associazione Torino Città del Libro, proprietari del marchio, vogliono Paolo Giordano, scrittore famoso e (relativamente) giovane, che considerano meglio spendibile sul piano mediatico. L'assessore regionale Poggio non vuole Paolo Giordano, in odor di sovversione per via di certe sue critiche al nuovo governo; e contro Giordano sostiene Elena Loewenthal, attuale direttrice del Circolo dei Lettori, più rassicurante benché alle elezioni regionali si fosse candidata per il centrosinistra. Se Paolo Giordano, oppure Elena Loewenthal, o chiunque altro, abbiano o no le qualità e le capacità per dirigere la complessa macchina del Salone del Libro, è questione che al momento non sembra tormentare nessuno...

Il seguito dell'analisi sul Corriere di stamattina, oppure a questo link.

Commenti

  1. A quando un comitato scientifico serio che decida autonomamente senza badare ai desiderata di assessori, circoli, salotti e asili mariuccia?

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CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

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