Giulio Base - regista, attore, e da quest'anno direttore del Torino Film Festival – è un buon incassatore. Dal giorno della sua nomina impepata di polemiche io non ho perso occasione per fargli le pulci. Lui s'è preso le punzecchiature senza un plissé, persino ringraziando per le “critiche costruttive”. Costui sa stare al mondo, mi son detto: e m'è parso doveroso affrontarlo a viso aperto, con un'intervista poco accomodante. Lui ha accettato il rischio di domande sgradevoli, io quello di confrontarmi con un iperintelligente socio del Mensa Club. Il resoconto del match lo potete leggere sul Corriere di oggi, o a questo link.
Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

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