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BILANCI OK E CATTIVI PAGATORI. APPUNTI PER UNA STORIA GENERALE DEL BUCO

Il 6 dicembre il Collegio dei Fondatori ha approvato il bilancio di previsione 2019 del Museo del Cinema, che pareggia a circa 13 milioni di euro, un milione meno dello scorso anno. 

Economie fino all'osso

Il bilancio è rassicurante, ma credo che a scanso di cattive sorprese al Museo si progettino altri risparmi. Già quest'anno la gestione Toffetti ha sforbiciato abbondantemente la spesa per consulenze e collaborazioni, riducendo del dieci per cento persino la retribuzione della direttrice del Tff Emanuela Martini: quindi non servono le doti di divinazione della professoressa Cooman per prevedere che analogo destino toccherà i direttori degli altri due festival (Lovers e CinemAmbiente), a prescindere dalla conferma o meno degli attuali titolari; e che anche il compenso per la consulenza dell'attuale presidente (ed ex direttore) del Cinema Gay, Giovanni Minerba, si dovrebbe conseguentemente ridurre. 

I conti tornano ma gli enti pubblici non pagano. As usual

Vabé, ogni giorno ha la sua pena. Adesso pensiamo al preventivo 2019. Sono andato a darci un'occhiata on line (ecco il link) e mi sembra che i conti tornino: rispetto al preventivo 2018 il contributo della Regione scende di 50 mila euro (da 2.450.000 a 2.400.000) e sulla carta altrettanto perde quello del Comune, calando da 1,8 a 1,75 milioni: però in concreto anche nel 2018 il Comune l'aveva ridotto già di 50 mila euro, quindi... Pare che abbiano giustificato i "taglietti" dicendo che quei 50 mila erano erano il contributo straordinario una tantum per Lovers
Per la precisione, dal consuntivo 2017 risultano 1.535.000 euro di contributo dal Comune e 2.650.000 dalla Regione: ma dopotutto di che stiamo a parlare? Quei soldi del 2017 in realtà nessuno li ha mai visti. Non sono ancora stati versati. Erano, e restano tuttora, numerini scritti su un bilancio. 
La novità è che adesso, in virtù di una nuova legge, le fondazioni partecipate come il Museo devono rendere pubblico anche il dato dei contributi incassati per davvero: insomma, le svanziche sonanti. E quindi chiunque può constatare di persona l'enormità del ritardo con cui la pubblica amministrazione onora i propri impegni. 
Dalla lettura del documento in questione apprendo infatti - senza sorpresa, la questione è risaputa, ma con scoramento - che, dei contributi promessi per il 2017, il Museo del Cinema al momento ha materialmente incassato soltanto i soldi di Gtt (212.500 euro) e quelli del MiBACT (1.395.828 euro): quelli di Comune e Regione non sono arrivati. Arriveranno, ma quando non si sa: come la nave di Endrigo.

Storia generale del buco 

Trattasi di situazione ben nota e tristemente condivisa da tutti gli enti culturali torinesi. Come ho detto circa mezzo milairdo di volte, ritardi dei pagamenti di Comune e Regione significano il ricorso alle banche che anticipano il contante necessario per la normale amministrazione. Cioé, tu non è che puoi pagare gli stipendi solo se e quando arrivano i soldi di Comune e Regione: i dipendenti hanno la brutta abitudine di mangiare tutti i giorni... Vabbé, sono anni che ve ne parlo, qui c'è un post del 2014 che spiega la faccenda, e da allora non è cambiato nulla...
Ad ogni modo. Le banche i soldi li anticipano, ma ovviamente si fanno pagare gli interessi: per cui l'ente culturale si indebita accumulando interessi su interessi finché non arriva qualche barbapapà di Comune e/o Regione a piantare casino perché c'è un buco nel bilancio e chissà come s'è creato il buco e di certo è colpa di quel disgraziato del presidente/direttore/sovrintendente che ha fatto il buco e vassapere che i soldi non se li è giocati alle slot e allora con gran strepitìo di trombe e trombette e giornali osannanti e socialmichiate assortite i barbapapà fanno la faccia feroce e strillano che quel disgraziato bisogna cacciarlo e piazzare al posto suo un altro disgraziato però è il nostro disgraziato di fiducia e vedrete che lui i buchi non li fa ma poi i contributi continuano a pagarli a babbo morto e gli interessi continuano a salire e dopo un po' si scopre che c'è un altro buco e si deve cacciare il disgraziato di turno per sostituirlo con un altro disgraziato che però è il nostro disgraziato di fiducia e vedrete che lui eccetera eccetera.
Al Museo del Cinema va ancora di lusso: con i suoi settecentomila visitatori paganti all'anno (più gli spettatori del Massimo e dei festival) non gli manca quello che gli economisti chiamano il cash flow, ovvero la pila, il valsente, i liquidi. Il bilancio preventivo prevede, pur in lieve flessione rispetto all'anno passato, che nel 2109 le biglietterie incasseranno oltre 3,9 milioni di euro. 
Ma intanto, senza avventurarci nel viscido argomento-Regio e restando al lume sberluccicante della Mole, vi ricordo che Barbera lo hanno fatto fuori con una storia del buco e così ci prepariamo a festeggiare in letizia il terzo Capodanno senza un direttore al Museo del Cinema. No, solo per dire la potenza del buco.

Sostengono i Revisori

Ad ogni buon conto, i Revisori dei conti nella loro relazione che accompagna il bilancio previsionale 2019 evidenziano il "perdurare dell'elevata esposizione creditoria nei confronti dei soci" da cui deriva l'esposizione debitoria verso e banche: che sia messo a verbale, casomai un domani qualcosa andasse storto e i barbapapà fingessero di cascare dalle nuvole e improvvisassero il solito teatrino dello sdegno. 
Per il momento, comunque, anche i Revisori sembrano soddisfatti, prendono atto che il pre-consuntivo 2018 aggiornato a fine novembre indica un risultato economico positivo per il Museo; e ne approfittano per caldeggiare "approfondimenti" circa l'istituzione di un fondo rischi per future manutenzioni e di un fondo svalutazione dei crediti. Ecco, meglio pensarci ora: prima o poi vedrete che tornerà utile - con certi debitori barbapapà... - un buon paracadute contro la svalutazione dei crediti.
Infine, nella loro relazione i Revisori sollecitano la la nomina di un direttore. Ecco, almeno quello...

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