Passa ai contenuti principali

Post

IL SALONE DI ANNALENA

Ieri Annalena Benini ha presentato il suo progetto per il Salone. Non starò a ripeterlo qui, dopo che tutti i media lo hanno ampiamente descritto: tanto vale riportare il comunicato stampa, che dice esattamente quello che hanno detto i media. A livello personale, per quel che conta, non mi dispiace l'idea della "foliazione" del Salone in sette sezioni affidata ciascuna a un curatore. Non manca lo spunto di comica tristezza: la decisione di scegliere il tedesco come "lingua ospite" in concomitanza con la chiusura della sede torinese del Goethe Institut. Ma vabbè, non è colpa del Salone. Quanto al nodo cruciale di questi giorni, ovvero la scelta dei nuovi curatori editoriali , ho scritto un commento sul Corriere di oggi: potete leggerlo anche a questo link . Ecco il comunicato: Il   Salone Internazionale del Libro di Torino   torna tra i padiglioni del Lingotto Fiere   da giovedì 9 a lunedì 13 maggio 2024 , sotto la nuova direzione di   Annalena Benini . Il nuovo ...

ANNALENA DÀ IL BENSERVITO

Di per sé, non è una notizia: si sapeva - o almeno s'intuiva a rigor di logica - che la nuova direttrice del Salone del Libro, Annalena Benini, avrebbe cambiato la squadra dei consulenti editoriali che hanno affiancato Nicola Lagioia nei sette anni del suo mandato. Ci sta: nuovo allenatore, nuovi giocatori. Sembrava anzi strano che fino a ieri l'Annalena non avesse informato delle proprie decisioni neppure i diretti interessati. Li ha informati ieri, appena quattro giorni prima della presentazione ufficiale del proprio progetto di Salone. Ma non li ha informati con un franco e cordiale colloquio: l'ha fatto con una mail di benservito inappuntabile sul piano formale, ma discutibile su quello della buona creanza e del rapporto umano. Ne parlo sul Corriere di oggi. Questo il link . E come bonus track, ecco il testo della mail: Carissime tutte e tutti, vi scrivo intanto questa lettera ma mi piacerebbe tanto parlare con ognuno di voi appena sarà possibile. Vi scrivo però prima ...

IN TREDICIMILA A TORINO SPIRITUALITÀ

Ricevo e volentieri pubblico: La 19a edizione di Torino Spiritualità, intitolata "Agli assenti. Della morte ovvero della vita", ha registrato in totale 13 mila presenze, e si è conclusa ieri come era iniziata, quando una comunità di 600 persone si era ritrovata nella Chiesa di San Filippo Neri per il più grande Death Café mai realizzato in Italia: una discussione collettiva e conviviale sulla morte, per cercare nelle proprie profondità il senso della fine e scoprire che nella consapevolezza della morte possiamo trovare la linfa della vita. Nei giorni del festival, ideato e organizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori e curato da Armando Buonaiuto, si sono svolti altri 4 Death Café, format nato e diffuso nei paesi anglosassoni, mentre i 75 appuntamenti - incontri, laboratori, lectio, meditazioni, spettacoli - con 126 voci di testimoni italiani e internazionali, hanno fatto registrare il sold out in breve tempo, testimonianza del forte legame che Torino Spiritualità ha sapu...

CASSIODORO E I SUOI FRATELLI

Un tè coi Savoia in un dipinto di Guttenbrunn del 1787, alla vigilia della Rivoluzione Non posso tacere della mostra "Sovrani a tavola" , inaugurata alla Reggia di Venaria; né d'altronde sono disposto a tradire la mia vocazione di scansafatiche con un lavoro altrimenti evitabile. Per cui me la cavo ripubblicando qui il piccolo commento uscito ieri sul Corriere, che non è reperibile on line. Non parlo della mostra in sé, ampiamente illustrata su giornali e siti, ma mi limito a evidenziarne alcuni aspetti curiosi trascurati dai media.   È da vedere, la mostra “Sovrani a tavola” alla Venaria: perché è bella, perché è interessante, perché è scientificamente ineccepibile, ben curata, esauriente e ottimamente allestita. E anche perché solo un robusto afflusso di pubblico consentirà al Consorzio delle Residenze Sabaude di recuperare l'ingente investimento: oltre un milione di euro, infatti, fa di “Sovrani a tavola” la mostra più costosa della direzione di Guido Curto, e a me...

MANACORDA IS BACK

I direttori fanno giri lunghissimi, ma a volte ritornano. Così sia per Francesco Manacorda, che aveva diretto Artissima per un biennio (2010-2012) lasciando un ottimo ricordo (tant'è che già in passato s'era accarezzata l'ipotesi di riaverlo a Torino ). Nomina d'alto profilo, dunque. E quindi ricevo e volentieri pubblico quanto segue: Il Consiglio di Amministrazione del Castello di Rivoli annuncia la nomina di Francesco Manacorda quale direttore del Castello di Rivoli: assumerà l’incarico a far data dal 1° gennaio 2024. Francesco Manacorda è stato direttore artistico della V-A-C Foundation di Mostra (2017-22: si è dimesso lo scorso anno dopo l'aggressione all'Ucraina, NdG) ; in precedenza è stato direttore artistico della Tate Liverpool (2012-17), direttore di Artissima (2010-12) e curatore presso la Barbican Art Gallery (2007-09). Dal 2006 al 2011 è stato docente presso il dipartimento di Curating Contemporary Art del Royal College of Art, Londra. Ha co-curato...

CULTURA STROZZATA: ALMENO NE PARLANO

A seguito della recente lettera aperta di Alessandro Gaido (vedi il post "Come si strozza la Cultura ), un consigliere di minoranza in Consiglio regionale ha presentato un'interrogazione urgente che immagino lasci il tempo che trova, ma che pubblico comunque volentieri: “Sempre più Enti e Associazioni culturali stanno entrando in difficoltà a causa dei tempi di erogazione dei contributi assegnati da parte della Regione, difficoltà aggravata dall’aumento del costo del denaro che pesa sui bilanci in modo sempre più significativo – afferma Silvana Accossato presidente di Liberi Uguali Verdi in Consiglio regionale presentando l’interrogazione urgente. - Le attuali tempistiche e i forti ritardi nei pagamenti stanno mettendo in ginocchio diverse realtà culturali che devono anticipare una buona parte dei costi e devono far affidamento su anticipazioni bancarie sempre più onerose che rischiano di portarle al fallimento", prosegue la capogruppo di LUV che oltre che a chiedere la c...

LE RIVELAZIONI DI SANGIU: "GRECO NON HA DECIFRATO LA STELE DI ROSETTA". E ADESSO DIREI CHE BASTA

È una storia da dimenticare È una storia da non raccontare È una storia un po' complicata È una storia sbagliata Cominciò con la luna sul posto E finì con un fiume di inchiostro È una storia un poco scontata È una storia sbagliata La ridicola pantomima è finita com'era cominciata, sempre con un tizio che giudica un egittologo senza sapere un cazzo d'egittologia. Il fratello d'Italia laureato in giurisprudenza Maurizio Marrone pontifica che Christian Greco è un egittologo scarso , e - dopo una settimana di silenzi imbarazzant i, strepiti da lavandaie e minchiate alla membro di segugio  blaterate da una scelta schiera di perdigiorno presenzialisti e critici col ciuffo - un altro fratello d'Italia, il giornalista Gennaro Sangiuliano, sancisce che no, Greco è "un apprezzato egittologo" benché - sfigatone! - "non abbia decifrato la stele di Rosetta" (questo è un capolavoro comico, non siete d'accordo?).  Il presidente della Regione Cirio s'a...