Passa ai contenuti principali

COMUNE SENZA SOLDI, PAURA ALLO STABILE

Brutte notizie per Christillin
Me lo sentivo. Un'altra volta imparo. Scrivo una rubrica di TorinoSette grondante disgustoso ottimismo, e non pago stamattina la posto sul blog. Poi me ne vado a farmi una meritata pennica. Mi risveglia la notizia ferale che - come al solito - stiamo in crisi. Il Comune non è riuscito a vendere i parcheggi Gtt, e adesso i bilanci ballano. Quelli della cultura, manco a dirlo. Ora, non c'è nulla di ufficiale: però qualcuno mi fa sapere che stamane c'era il Consiglio degli aderenti dello Stabile (enti pubblici e fondazione bancaria), consacrato all'approvazione del bilancio preventivo 2014. E invece è arrivato il fulmine a ciel sereno: il Comune di Torino non può ancora confermare i 4 milioni del suo contributo. Causa, per l'appunto, la mancata vendita dei parcheggi. La cosa mi pare talmente brutta che non ci posso credere, e chiedo conferma alla presidente Christillin. Quando chiamo sono passate le cinque del pomeriggio, ed Eve è chiusa in una "riunione sindacale": ma mi fa sollecitamente rispondere dall'ufficio stampa che "alcuni aderenti non possono ancora precisare il contributo da mettere a bilancio e si è pertanto deciso di tenere aperto il bilancio fino all'8 gennaio quando potrà essere definito". Deliziosa e diplomatica. La traduzione però è quella: il Comune non ha i soldi. Vabbé, penserete voi, era successa la stessa cosa l'anno scorso. Passoni fa sempre così, ricordano gli ottimisti (dai quali mi sono dimesso ufficialmente): tiene il mondo della cultura sulla corda fino all'ultimo, lui si diverte così. Poi, il 31 dicembre, la giunta trova i soldi e tutti tirano un sospiro di sollievo.
Sarà. Ma intanto, se davvero venisse a mancare il contributo del Comune, per lo Stabile sarebbe il disastro. E mi arriva un altro segnale non verificato ma inquietante. Pare, dico pare, che anche alla Fondazione Cavour di Santena stamattina si sia tenuto un cda con analogo esito: tutto sospeso perché i contributri non sono confermati. Ed è il 20 di dicembre. Sarà un altro triste Natale.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...