Passa ai contenuti principali

TUTTI DETECTIVE AL MUSEO DI SCIENZE. ASPETTANDO I MURATORI

L'immane danno (il mio muratore romeno me lo riparava in due settimane)
"(ANSA) - TORINO, 15 LUG - Fu la presenza di acqua nella bombola di un estintore a provocare lo scoppio che nell'agosto del 2013 devastò il Museo Regionale di Scienze Naturali a Torino. Lo ha accertato la consulenza disposta dal pm Raffaele Guariniello, che procede per disastro colposo e ha iscritto i nomi di una decina di persone nel registro degli indagati (alcuni dirigenti e funzionari della Regione).Il sindaco, Piero Fassino, ha intanto comunicato alla procura di avere revocato l'ordine di inagibilità dei locali."

... E meno male. Dopo lunghe indagini i segugi di Csi hanno scoperto che era colpa dell'estintore. Chissà che prima o poi riescano persino a riaprirlo, quel disgraziato museo. Ricordate Coppola? All'indomani dell'esplosione assicurava che entro un anno il Museo di Scienze sarebbe tornato più grande e più bello che pria. Ormai di anni ne sono passati quasi due, e siamo al punto di partenza. Beh, no: in realtà qualcosa s'è mosso. C'è stato il bando per la ristrutturazione dell'ingresso e del bookstore, e il meso scorso un progetto è stato scelto e approvato. Di questo passo  entro il secolo corrente il Museo tornerà visitabile.
P.S. Tenete presente che l'immane danno causato dall'esplosione consiste in un buco (grosso, ma un buco) nel pavimento di una sala...

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...