Passa ai contenuti principali

I VINCITORI DI CINEMAMBIENTE

Ricevo e volentieri pubblico:

Il Festival CinemAmbiente è concluso ieri sera con la cerimonia di premiazione e la proiezione del film "La Vallée des loups" di Jean-Michel Bertrand, mentre, in attesa dei dati definitivi relativi all’affluenza dipubblico, si profila un notevole successo della 20a edizione della manifestazione. Pur in assenza degli eventi di piazza in cartellone nell’edizione dello scorso anno, si registra un significativo aumento del pubblico che ha seguito le proiezioni e gli eventi “indoor” del Festival, affollando costantemente le sale del Cinema Massimo e delle altre sedi della manifestazione (anche in contemporanea con altri eventi di grande richiamo per la città di Torino). Gli spettatori della 20a edizione hanno anche dimostrato, con una partecipazione continuativa e attiva, grande interesse verso la nuova formula del Festival, volta ad ampliare le proposte cinematografiche con approfondimenti e dibattiti su temi ambientali oggi di cruciale importanza per l’intera società civile.

I VINCITORI DEL 20° FESTIVAL CINEMAMBIENTE

Premio Asja.energy al miglior documentario internazionale
assegnato dalla giuria composta da Gustavo M. Ballesté, Ferdinando Boero, Serenella Iovino, Melissa Leong, Matteo Righetto
a:
Plastic China di Jiu-liang Wang (Cina 2016, 82’)
Con la seguente motivazione:
Che cos’hanno in comune le discariche, la vita degli oceani e i corpi degli esseri umani vulnerabili? Molto spesso, la plastica. La geografia della plastica è una geografia corporea di diseguaglianze, di paesaggi periferici marginali e di persone marginali. Raccontare queste storie invisibili è un atto di resistenza fisico e politico.

Premio Smat al miglior documentario One Hour
assegnato dalla giuria composta da Paolo Legato, Georges Pessis, Daniel Tarozzi
a:
Océans, le Mystère plastique di Vincent Perazio (Francia 2016, 53’)
Con la seguente motivazione:
Tutti sappiamo che il sesto continente è un continente di rifiuti plastici nel mezzo dell’Oceano Pacifico, con estensioni nel Nord e nel Sud dell’Oceano Atlantico. Questo film, però, mette in luce i pericoli nascosti delle microparticelle di plastica degradata, che sono ancor più pericolose perché contenute in tutto ciò che assorbiamo. Un approccio scientifico e facilmente comprensibile a un problema apparentemente irrisolvibile. Per il momento?
La giuria attribuisce inoltre una menzione speciale
a:
The Last Pig di Allison Argo (USA 2016, 54’)
Con la seguente motivazione:
Il punto di vista semplice e diretto di una filmaker che segue la vita quotidiana di una fattoria e il rapporto tra il fattore e i suoi maiali. Il film gioca, naturalmente, sulle emozioni dello spettatore quando il fattore smette di allevare gli animali. Nondimeno, il mediometraggio merita questa menzione speciale.

Premio CiAl al miglior documentario italiano
assegnato dalla giuria composta da Vanda Bonardo, Luca Pastore, Mario Sunseri
a:
Dusk Chorus - Based on Fragments of Extinction di NikaŠaravanja, Alessandro d'Emilia (Italia 2016, 68’)
Con la seguente motivazione:
L’importanza di un tema vitale raccontato in modo originale che permette allo spettatore un’esperienza nuova anche dal punto di vista cinematografico. Il film dimostra quanto il cinema vissuto in sala può ancora avere una forza nella trasmissione di contenuti ed emozioni.

Premio del pubblico Iren - Main sponsor di CinemAmbiente
a:
Frágil Equilibrio di Guillermo García López (Spagna 2016, 81’)
Menzione Ambiente e società offerta da Cooperativa Arcobaleno
a:
Plastic China di Jiu-liang Wang (Cina 2016, 82’)
Con la seguente motivazione:
Film che rappresenta una verità cruda di profonda miseria legata a uno dei temi più urgenti per il pianeta e da noi ben conosciuto, il recupero ed il riciclo dei rifiuti. Forte è il tema e come viene trattato, cogliendone i risvolti ambientali, sociali, politici ed umani. Colpisce vedere come in una realtà senza prospettive di futuro per nessuno dei protagonisti si strutturino differenze in base a pochi soldi guadagnati in più o in meno. Colpisce ancora di più vedere come i bambini invece sognino gli stessi sogni e che questi siano nonostante tutto pieni di speranza.
Menzione speciale Legambiente
a:
Con i piedi per terra di Andrea Pierdicca (Italia 2016, 86’)
Con la seguente motivazione:
Con i piedi per terra è un bell’affresco del nuovo-antico mondo contadino italiano, spesso fatto di bizzarri visionari che stanno riscoprendo e valorizzando il suolo come bene comune. Un patrimonio per troppo tempo violentato dalla cementificazione e da un’agricoltura senza scrupoli. Ed ecco che grazie a una nuova generazione di agri-cultori l’Italia riscopre il suo pizzo di colture e culture da preservare e valorizzare. In contrapposizione alle monoculture che impoveriscono terra e sapere, gusto e vita. Un lavoro nuovo, fatto di antichi saperi e sperimentazioni inedite che il documentario fotografa in modo nitido.

Turin University Student Award
assegnato dagli studenti del corso di Economia dell’ambiente, della Cultura e del Territorio dell’Università di Torino (EACT)
a:
Source International di Advocate Creative (USA 2016, 6’)
Con la seguente motivazione:
La giuria ha voluto premiare questo cortometraggio poiché ha saputo mettere in risalto la differenza tra un mondo sommerso da informazioni, spesso frutto di interessi di parte, e il silenzio assordante nelle comunità ai margini della globalizzazione, dove però, attraverso la collaborazione e la solidarietà, si possono affrontare anche le grandi multinazionali che perseguono un modello di business non sostenibile. Risalta inoltre il ruolo centrale dell'accessibilità alla scienza, unica leva contro le violazioni dei diritti umani e faro di speranza nell'affrontare e risolvere i problemi ambientali. Si pone quindi come un messaggio di speranza nei confronti di tutte quelle realtà che stanno ancora lottando per veder riconosciuti i propri diritti, persone e società diverse, che soffrono spesso lo stesso problema: la preminenza dell'interesse economico sulla salute dell'uomo e dell'ambiente.

Riconoscimenti speciali:
Premio Movies Save the Planet a Jean-Michel Bertrand
Premio letterario Le ghiande a Matteo Righetto

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...