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NESSUNO RESISTE AL MUSEO DELLA RESISTENZA: SE NE VA PURE IL DIRETTORE

Guido Vaglio, direttore dimissionario del Museo Diffuso della Resistenza
Il direttore del Museo Diffuso della Resistenza lascia. 
Guido Vaglio, 62 anni, è un funzionario comunale. Nel 2006 era stato distaccato al Museo come direttore; adesso ha chiesto di interrompere il distacco e tornare alla casa madre. Gli hanno assicurato che lo accontenteranno, anche se non è ancora deciso quando. Pare entro i primi mesi del 2019. Non si sa chi lo sostituirà. Ufficialmente non sono noti i motivi -  comunque personali - della rinuncia.
Il Museo vive ormai da tempo un periodo di enorme incertezza. Prima ci sono state le clamorose dimissioni del presidente Marcenaro, che se n'è andato per protesta nel 2017 quando il Comune nel bilancio preventivo non trovò di meglio che azzerare il proprio finanziamento al Museo; il successore, Adriano Andruetto, già vice presidente ed espressione dell'Archivio Cinematografico della Resistenza, è durato un anno, poi si è dimesso pure lui; ed è stato rimpiazzato da Franco Quesito, il rappresentate del Comune nel Consiglio direttivo nominato l'estate scorsa per rimpiazzare Maria Grazia Sestero. Quesito aveva già fatto parte del Consiglio nel 2013-2014.

L'integrazione lenta

Intanto il progetto di "integrare" il Museo con il Polo del 900 procede lentamente - così lentamente che sembra fermo... - e si ha l'impressione che il Comune del Museo della Resistenza non sappia bene che farsene. Tipo che se fosse il Museo della Macchina a Vapore lo avrebbero già chiuso senza tante storie, ma sai com'è, a toccare il Museo della Resistenza te li immagini poi gli strilli... 
E' da tempo immemorabile che in Comune menano il torrone con 'sta "integrazione" che a me è sempre parsa una gherminella per risparmiare quei quattro spiccioli di contributo (la quota associativa prevista per il Comune sarebbe di 70 mila euro). 
Già che pagano (300 mila euro se, quando e come possono) per il Polo del 900, si saranno detti, tanto vale rifilargli pure 'sto badò.
Sono incline a presumere che di conseguenza il progetto dell'integrazione non entusiasmi la Compagnia di San Paolo, il "socio forte" che sostiene la maggior parte dei costi del Polo del 900: 600 mila euro su un totale di un milione di contributi a bilancio nel 2017. Timeo Danaos et dona ferentes.
Segnalo, a titolo di curiosità, che a norma di Statuto l'Associazione del Museo Diffuso della Resistenza è "temporanea", nel senso che la sua durata è prevista fino al 31 dicembre 2023: naturalmente "l'Associazione è prorogata automaticamente di ulteriori 10 anni, e così di seguito, se l'Assemblea dei Soci non delibera lo scioglimento dell'Associazione almeno sei mesi prima della scadenza del decennio". Naturalmente. Se non delibera.

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