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RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A RIAPRIRE IL MUSEO DI SCIENZE? SI ACCETTANO SCOMMESSE

Il T-Rex ricorda perfettsamente: "Ai miei tempi, quando il Museo era aperto..."
La notizia è dell'altro ieri, ma ero impegnato in faccende per più serie. D'altra parte quando si parla di Museo Regionale di Scienze Naturali nulla è urgente: che volete che sia un giorno in più o un giorno in meno, a fronte della semieternità di cinque anni e quattro mesi di chiusura, di riaperture rinviate, di annunci a vuoto e di parole a vanvera?
E' un calvario, quello del Museo di Scienze, che si trascina dalla livida alba del 3 agosto 2013 quando l'esplosione di una bombola privò Torino del suo Museo di Scienze Naturali regalandole in cambio un'infinita e bizzarra telenovela.
Aldo Reschigna: "Riapriamo nel 2019"
La notizia attuale - nuova e insieme antichissima - la leggo sul Corriere: per l'ennesima volta, la Regione annuncia l'imminente riapertura del Museo che non riapre mai.
A quanto riportano i giornali, 
l'assessore al Bilancio e vicepresidente della Giunta regionale Aldo Reschigna venerdì scorso, rispondendo a una richiesta del M5S, ha testualmente dichiarato: "A gennaio riaprono uffici e biblioteca del Museo Regionale di Scienze Naturali". Reschigna ha anche affermato che entro la primavera del 2019 riaprirà anche una parte degli spazi espositivi (il cosiddetto "lotto 14") e "tra fine 2019 e inizio 2020" il resto del Museo.
Va benissimo. Va da dio. Peccato che le stesse identiche frasi, con l'unica variante delle date, le abbia già sentite infinite volte, negli ultimi cinque anni e quattro mesi.

E allora andiamo con la cronistoria

Il 3 agosto scorso, nel quinto anniversario dell'esplosione, la portavoce dell'assessore Parigi mi dichiarò che entro l'autunno, avrebbero riaperto almeno gli uffici. L'autunno finisce il 21 dicembre. Non a gennaio. Quindi Reschigna ha spostato ancora una volta più in là il termine della neverending story.
Come era già accaduto tante tante volte.
Nel febbraio 2017, dopo acconcio sopralluogo, l'Antonellina Parigi di pirsona pirsonalmente aveva preconizzato la riapertura parziale ad agosto di quell'anno, di un'altra ala a febbraio 2018 e del seminterrato entro la fine del 2018.
Il 12 novembre 2016, la speranzosa Antonellina fissava a giugno 2017 la riapertura degli uffici e nel 2018 quella dell'intero Museo.
Il 30 maggio 2016 la completa riapertura del Museo entro il 2018 era stata inserita fra i 38 obiettivi dei direttori regionali.
Nell'ottobre 2015 mi avevano prospettato la riapertura parziale entro la primavera 2016, e la riapertura totale entro la fine del 2016.
Il bando per i lavori della zona accoglienza, caffetteria e bookstore risale a marzo del 2015 e si ipotizzava la conclusione dell'intervento entro il 2016.
Il Museo è chiuso dall'agosto 2013: l'allora assessore Coppola aveva auspicato una riapertura in tempi rapidi, al massimo entro l'estate 2014.

L'altra telenovela: la Fondazione Piemonte Musei

L'imbarazzatissima Antonellina mi ha più volte spiegato che i ritardi sono dovuti alla difficoltà di trovare i soldi (che poi, alla fin fine, spenderanno due milioni e mezzo...) e alle lungaggini della burocrazia. 
Ah sì, la burocrazia. Adesso, annunciano i nostri baldi ."entro la fine del 2018" - entro trenta giorni, dunque - si dovrebbero "concludere i passaggi burocratici per la modifica dello statuto della Fondazione Torino Musei", destinata com'è noto a diventare Fondazione Piemonte Torino Musei (o Fondazione Torino Piemonte Musei, vediamo se riescono a mettersi d'accordo almeno sul nome) così da comprendere anche il Museo di Scienze. Come ho scritto più volte, uniranno la fame con la sete. Qui potete leggere un simpatico riassunto della rocambolesca operazione
Secondo la dichiarazione della Parigi riportata sul Corriere, i nostri bandi hanno "già cominciato a lavorare sulla rete regionale e così si metteranno a disposizione il know how, la comunicazione, e anche i depositi della Gam e di Palazzo Madama. Il personale di coordinamento è passato a carico della Regione Piemonte". Oh già: il famoso salvataggio degli "esuberi" della Fondazione Torino Musei pagato con i soldi della Regione.
Risale al 22 settembre 2017 l'annuncio ufficiale che il Museo di Scienze sarebbe entrato a far parte della Fondazione Torino Musei, la quale Fondazione di conseguenza sarebbe evoluta in Fondazione Piemonte Torino Musei (o Torino Piemonte...). Si è tornati a parlare dell'operazione all'inizio di quest'anno, come scappatoia per giustificare l'intervento straordinario della Regione a salvataggio della Fondazione Torino Musei azzoppata dai tagli del Comune.
Ad ogni modo: la "fine del 2018" è fra 30 giorni e io aspetto con ansia. Come aspettavo già in questo post di giugno.
Ovviamente Maiunagioia ci crede con giovanile entusiasmo: "La Fondazione può svolgere un ruolo di collegamento", dichiar
a lieta, e annuncia che "si lavora già in provincia di Cuneo per la costruzione di momenti espositivi, ma questo può coinvolgere anche Palazzo Madama, il Mao e la Gam". Penso si riferisca alla collaborazione fra la Gam e lo spazio espositivo di San Francesco a Cuneo, attività completamente sostenuta dalla Fondazione Crc.
Quanto a me, che non sono né giovane né entusiasta ma so imparare dalle brutte esperienze, preferisco mantenermi su una linea di vigile pessimismo. Se prima di lasciare questo mondo potrò rimettere piede al Museo di Scienze Naturali sarò felice come una pasqua: nell'attesa di quel fausto giorno, resto fedele alla mia teoria sull'estinzione dei musei

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