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CINEMAMBIENTE VA ON LINE (ALLE MACERIE PENSEREMO POI)

"L'elemento umano" di Matthew Testa è uno dei film disponibili on line
Buongiorno a tutti. Spero che resistiate impavidi come resisto io. In questi giorni ho continuato a scrivere per il Corriere le piccole cronache quotidiane dell'inviato a casa sua: oggi, ad esempio, racconto il mio controverso rapporto con i sociale e le cure miracolose che pullulano in quell'ambientaccio (questo è il link, casomai vi interessasse leggere l'articolo).
Qui sul blog mi limito a segnalare, quando mi capita, qualche iniziativa on line, fra le tante con cui la cultura torinese si sforza di restare vicina al suo pubblico. Oggi, ad esempio, mi giunge notizia di “CinemAmbiente a casa tua”, rassegna online che dal 3 aprile mette a disposizione di tutti, per le prossime settimane, una selezione di film a tema green: ogni tre giorni sarà proposto un nuovo titolo, visibile gratuitamente sul sito di CinemAmbiente (http://www.cinemambiente.it/acasatua/), scelto tra i lunghi e mediometraggi che hanno riscosso particolare successo nelle ultime edizioni del Festival o che hanno approfondito i temi oggi più che mai al centro del dibattito ecologista: i cambiamenti climatici, l’antropizzazione, la tutela degli habitat di specie, l’ecosostenibilità, i nuovi, possibili modelli di sviluppo. La diffusione in streaming dei film sarà accompagnata da videomessaggi dei registi o da videointerventi di esperti.
CinemAmbiente era in programma a fine maggio-inizio giugno. Ovviamente rinviato a data da destinarsi. In autunno, si spera.
Ecco perché preferisco non occuparmi, qui sul blog, di politiche culturali: per il semplice motivo che in questo momento è impossibile fare dei ragionamenti credibili sul "dopo". Il futuro è un'ipotesi che varia di giorno in giorno; e il mio sostanziale pessimismo non farebbe che peggiorare l'umore del malcapitato lettore.  D'altronde la logica non fa sconti, e le decisioni non ne sono che la conseguenza: così come ci si è dovuti rassegnare al "rinvio" di ogni manifestazione primaverile, adesso non è possibile dare per certo - ma neppure escludere - che quanto si è rinviato in primavera venga ricuperato in autunno. Non tanto per l'eventuale "sovraffollamento" del calendario, quanto perché, ammesso che si esca dall'emergenza, manca la certezza di trovare le risorse necessarie per festival, saloni e rassegne. 
Quando non si sa che dire, è bene tacere. E adesso non c'è nulla da dire. L'orizzonte è troppo nero. E non possiamo farci nulla, proprio nulla, se non fare il nostro dovere, starcene buonini a casa e augurarci che finisca presto. Poi, quando torneremo a veder le stelle, ci occuperemo anche di come ricostruire sulle macerie.

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