Passa ai contenuti principali

GIOVARA E LA FONDAZIONE CULTURA: "CI HO PENSATO PRIMA IO!"

Massimo Giovara (M5S)
Il consigliere e presidente della Commissione cultura Massimo Giovara ha commentato (un po' acidamente...) il mio articolo sul Corriere (e post sul blog) in cui suggerisco di adattare la Fondazione Cultura alle esigenze createsi con l'emergenza-virus. Su Facebook Giovara scrive: "La proposta di cui Gabriele Ferraris parla é stata fatta dal sottoscritto in commissione 4 su terzo settore. In occasione della proposta di Mozione del Consigliere Tresso. Ed é stata discussa a inizio settimana con Assessora. Felice concordanza! Miracolo. Coincidenze?".
Posso rassicurare Giovara. Per quanto egli possa trovarla singolare, trattasi in effetti di felice concordanza, o coincidenza, o più probabilmente di normalissima logica: direi anzi che quella che ho descritto, e che Giovara rivendica, è l'idea più normale e banale che nell'attuale contingenza possa venire in mente a chiunque sia provvisto di raziocinio: tant'è vero che gli operatori del settore ne parlano spesso, in questi giorni. Molto semplicemente io l'ho esposta sul giornale, com'è mio dovere professionale. Non intendo quindi attribuirmi l'invenzione dell'acqua calda, né ambisco a farmi bello con le penne altrui, tantomeno con quelle di Giovara.
Purtroppo - e considerati gli argomenti che tratto - non ho mi sono mai occupato dei lavori della Commissione 4, ma soltanto della Cinque (Cultura), come Giovara ben sa. Peraltro in questo periodo non è possibile seguire in diretta (neppure in remoto) le sedute di nessuna commissione, e i relativi resoconti vengono pubblicati con qualche ritardo sul sito del Comune. Se poi la notizia della discussione cui fa cenno Giovara è uscita sui giornali dei giorni scorsi, confesso che mi è sfuggita. Faccio ammenda, riconosco ben volentieri a lorsignori una primogenitura cui non ho mai aspirato, e attendo fiducioso che dalle discussioni si passi ai fatti concreti.
Mi permetto tuttavia di rilevare quanto bizzarra sia l'idea che lorsignori hanno della "partecipazione popolare" da loro tanto decantata: non appena un cittadino s'azzarda a tentare una sia pur timida e non originale "partecipazione", questi qui s'incazzano come dei puma con il mal di denti. Vabbé, allora fate voi che sapete, e sono sicuro che #andràtuttobene.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...