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PUNTI ESTIVI, VA IN SCENA L'ETERNA PANTOMIMA

Povera Leon, di nuovo alle prese coi punti estivi
I Chiarabella's Boys magari non brillano per efficienza e visione, ma nessuno gli può negare la dote della perseveranza. Pure quest'anno affrontano l'improba (per loro) mission impossible di organizzare dei "Punti Verdi"  - beh, diciamo "punti estivi", suona meno velleitario... - decenti; e come al solito "ci stanno lavorando" di buzzo buono. Senza combinare un granché, come al solito. Con l'aggravante che questa è l'ultima possibilità per i Chiarabella's Boys prima delle elezioni del 2021; e gli sventurati devono affrontare una sfida ancor più impervia delle precedenti, fallite benché non ci fosse l'incognita dell'epidemia - o "convivenza con il virus", per i più ottimisti.
Però loro, perseveranti, ci provano. In città si favoleggia da settimane di un "tavolo" virtuale (sfrenata è la passione per i "tavoli" che arde nei petti comunali) con una scelta accolita di decisori: a capotavola Maiunagioia Leon con seguito di funzionari, e tutt'attorno i rappresentati dei teatri partecipati dal Comune, Stabile, Regio, TPE e TRG. Più, in veste d'uditori, i plenipotenziari di Piemonte dal Vivo e dell'Osservatorio Culturale del Piemonte: entità che, ad essere precisini, fanno riferimento alla Regione, però ci sono e va bene così. 

Fondazione Cultura: chi l'ha vista?

Finora non mi risultava invece un'attiva partecipazione della Fondazione Cultura, creatura costituita, riformata e finanziata (quest'anno con 750 mila euro) da Palazzo Civico. Tale Fondazione, sempre ad essere precisini, sarebbe il soggetto più interessato alla faccenda: tra le sue funzioni rientrerebbe per l'appunto la gestione l'organizzazione degli eventi del Comune. Ma forse non lo sanno, o hanno cambiato idea. Vassapere.

La call. Ovvero, quelli che la lezione la studiano all'ultimo minuto

Ad ogni modo: il work in progress dei punti estivi finora direi che sia rimasto molto, ma molto in progress.
Tant'è che, con l'incombere della seduta della Commissione cultura di domani, venerdì, nel corso della quale Maiunagioia Leon dovrà riferire giustappunto sulle iniziative culturali previste per la fase 2, l'alacre assessora ieri pomeriggio ha convocato in fretta e furia per stamattina, giovedì, una "call urgente" sul tema "Programmazione del palinsesto delle attività dei punti estivi". E la chiamata di soccorso coinvolge tutti i players: stavolta c'è anche la Fondazione Cultura, ci sono Stabile, TRG, TPE, Regio e Piemonte dal Vivo (che continuo a non capire che minchia c'entri), e sono convocati pure quelli del Jazz Festival e di MiTo. Tanta brigata, vita beata, con la speranza di inventarsi in una mattinata ciò che non s'è partorito in settimane di duro "stiamo lavorando". 
Nel corso della "call" si esamineranno sia le "modalità di coinvolgimento dei teatri partecipati" nella programmazione dei punti estivi; sia le "ipotesi" (e sottolineo "ipotesi") sugli spazi dove ospitare gli eventi; sia "l'individuazione delle produzioni che possono convergere" nei cartelloni. 
Vasto e ambizioso programma che, detto così, induce un malizioso come me a sospettare che finora non avessero ancora combinato un benamato cazzo, con tutto che ci stavano lavorando.
La cosa però non mi scandalizza: anch'io ai tempi del liceo studiavo il greco solo la mattina dell'interrogazione.

Punti estivi dove?


In effetti, pare che finora l'alato confronto si fosse incentrato soprattutto sugli spazi per gli eventi. Maiunagioia vagheggiava una miriade di punti estivi, alcuni dedicati al cinema, altri allo spettacolo dal vivo: ma finora non ci è dato di sapere se ci siano, e quali siano, quegli spazi adeguati alle prescrizioni sulla sicurezza. 
I nostri eroi municipali almeno un'idea fissa ce l'hanno: accelerare la messa a norma del vecchio stadio del tennis all'interno dello Sporting di corso Agnelli, usando i soldi già stanziati per le Atp Finals. Vien da chiedersi a quale estate stiano pensando, i nostri eroi. Forse sperano - confidando in lavori insolitamente celeri - che la struttura sia agibile in tempo per piazzarci a fine agosto Todays, e poi qualche concerto di MiTo. Che non c'entrano un tubo con i "punti estivi". E mi incanta la pia illusione che Todays si faccia, mentre tutti i festival europei previsti per quel periodo hanno già dato forfait, e gli artisti italiani e internazionali hanno cancellato i loro tour.

Punti estivi con chi?

Nebulose le previsioni sugli spazi, e ancor più nebulose quelle su chi dovrà gestirli. Il bando per le attività estive è stato annullato lo scorso 15 aprile, e può essere che - per sbrigarla in fretta - i nostri baldi impresari-fai-da-te adesso preferiscano scegliere i gestori con criteri più spicci. Tipo lo stato di necessità da covid. O il consenso elettorale. Intanto le Circoscrizioni non si sentono coinvolte, e i mugugni crescono.

Le risorse disponibili

Ultima, ma non ultima, l'incognita del finanziamento. Chi pagherà per gli spettacoli estivi? La "call urgente" di stamattina indica l'orientamento che potrebbe prendere la faccenda. 
Schwarz lo ha già detto: il Regio è pronto a mettere a disposizione le piccole formazioni della sua Orchestra per concerti di musica da camera nei parchi, una dimensione compatibile con i protocolli di sicurezza fissati dal governo; mentre al momento mi pare velleitario immaginare un grande concerto al Parco Dora. Il Regio, inoltre, può farsi carico dell'organizzazione tecnica, come già in passato per le varie manifestazioni estive del Comune, dall'Estate Reale ai festival di classica in piazza. 
Lo stesso ragionamento vale per la prosa. Lo Stabile, il Teatro Piemonte Europa e il Teatro Ragazzi beneficiano anche quest'anno dei contributi comunali, benché molti spettacoli non siano andati in scena: dunque possono, senza nuovi aggravi, fornire un tot di rappresentazioni (diciamo almeno otto ciascuno?) negli spazi estivi. E ai grandi teatri aggiungete la galassia di associazioni e compagnie minori che percepiscono il foraggio delle sovvenzioni pubbliche (quest'anno 390 mila euro) tramite il bando di Torino Arti Performative, che finalmente mostrerebbe una ragion d'essere. Ne verrebbe fuori un cartellone decente. Non dico a costo zero, visto che il Comune paga (se e quando pagherà) sotto forma di contributi per attività che non si sono potute svolgere causa covid; ma almeno senza ulteriori spese per le casse pubbliche.
Quanto alle arene cinematografiche, credo che i gestori delle sale sarebbero ben soddisfatti di metterci la programmazione e le attrezzature in cambio dell'incasso.
I costi fissi - tecnici, personale, pulizie - si potrebbero magari comprimere concentrando nella stessa area un doppio spettacolo: uno dal vivo verso le 21, seguito alle 22-22,30 dalla proiezione cinematografica. E' la vecchia formula dell'avanspettacolo.
E a Torino di avanspettacolo ce ne intendiamo, vero?

Commenti

  1. Non si doveva risorgere? Pare invece che la fossa sia sempre più profonda. A galla viene solo la totale mancanza di idee e di visioni

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