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DARE ARIA AI DENTI: LA CANDIDATURA DEI MARZULLI

E' mai possibile o porco di un cane 
  che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane?


Ti fanno proprio passare ogni entusiasmo. Persino la magnifica illusione di una Torino candidata a Capitale europea della Cultura nel 2033, che pure m'aveva riacceso un barlume di speranza, s'ammoscia alla prova dei fatti, infrangendosi sugli scogli della inconcludenza e del velleitarismo parolaio.
Niente di nuovo, si capiva fin dall'inizio, fin dalle prime baruffe dell'asilo Mariuccia comunale: siamo sprovvisti dei cervelli necessari all'impresa. Non ci sono oggi, e chissà se mai ci saranno.
Ma adesso che sono cominciati i "lavori" (vabbé, lavori...) con le audizioni in Commissione, appare evidente che buona parte di quella che dovrebbe essere la classe dirigente cittadina non ha la minima idea su ciò di cui si sta discutendo; o se qualche idea ce l'ha, non riesce ad esprimerla in maniera intellegibile.
L'altro giorno ho seguito una delle sedute in videoconferenza, e ne ho tratto la conclusione che, nelle attuali condizioni e con l'attuale materiale umano, possiamo al massimo candidarci a capitale mondiale dei quaquaraquà. Nell'articolo sul Corriere di stamattina (ecco il link) riferisco quanto (non) mi è riuscito di capire degli sproloqui che ho ascoltato durante l'audizione, e ne traggo le illogiche conseguenze.
Voglio qui invece manifestare ammirazione e solidarietà ai colleghi dell'ufficio stampa comunale, che riescono sempre e comunque a scrivere ottimistici resoconti di quelle sedute, dando addirittura l'impressione (del tutto illusoria) che qualcosa di sensato sia stato effettivamente detto.


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