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I MUSEI E LE CAVALLETTE

Riccardo Passoni, direttore Gam
Con l'appassionata allocuzione del direttore della Gam Riccardo Passoni, pronunciata ieri durante la presentazione della mostra del World Press Photo e da me diligentemente raccolta e riportata sul Corriere Torino di stamattina (link https://torino.corriere.it/cultura/22_aprile_30/torino-musei-numeri-equilibrio-difficile-ma-crisi-evidente-f146c7bc-c878-11ec-85c4-7c8d22958d02.shtml), dovrebbe essersi chiuso il cerchio delle reazioni alle mie sommesse osservazioni - in un articolo sul Corriere del 27 aprile -  sul malcerto stato di salute della Fondazione Torino Musei e dei tre musei che essa gestisce. Situazione a mio avviso non passeggera e né contingente, ma che si trascina almeno dal 2016-17, come negli anni ho avuto modo e dispiacere di raccontare. 

Sul Corriere del 28 ho intervistato l'assessore Purchia per sentire il punto di vista del Comune in merito alla questione FTM: lei in sostanza ha fatto un cazziatone a mezzo stampa al presidente di Torino Musei Cibrario, e ha sottolineato con evidente disappunto che gli statuti delle fondazioni culturali accentrano tutti i poteri nella figura del presidente, lasciando gli altri dirigenti, a cominciare dai direttori, privi degli strumenti necessari per una gestione efficace.

L'indomani, 29 aprile, il Corriere riporta la risposta di Cibrario, raccolta dal collega Paolo Morelli: l'anziano gentiluomo nega che ci sia un declino; e casomai ci fosse è colpa dell'emergenza, delle manutenzioni straordinarie, della comunicazione, del Comune che dal 2006 al 2017 non ha fatto che tagliare i contributi.

Passoni, a sua volta, sostiene che non c'è nessun calo di presenze alla Gam, e che il calo di presenze alla Gam nei weekend di Pasqua e 25 Aprile è colpa dei lavori di manutenzione che hanno impedito di fare una mostra sull'Ottocento che tanto sarebbe piaciuta al pubblico della Gam.

Infine Jake Blues, a proposito del declino della Fondazione Musei, ha dichiarato: "Ero rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C'è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!".

Commenti

  1. Gentile Gabriele
    Ottimi i suoi articoli sui musei civici che rispecchiano purtroppo la realtà: mancano i soldi, ma mancano anche le buone idee e così non si va molto lontano. Mi permetto di ricordarle, anche se non è un museo civico, la situazione del museo delle scienze naturali ormai chiuso da anni e con nessuna data certa per la riapertura. Sulla porta un patetico cartello : museo temporaneamente chiuso che forse bisognerebbe correggere con “ definitivamente” chiuso
    e sulla porta un cartello incoraggiante “ entrata riservata al personale”. Il tutto senza ragioni ne’ spiegazioni a parte la solita mancanza di soldi, di idee e di iniziative. Un cordiale saluto

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