Passa ai contenuti principali

AL REGIO C'E' ARIA D'INTESA

Michele Coppola
Era nell'aria da tempo, e adesso è ufficiale. Intesa Sanpaolo entra a far parte dei Soci Fondatori del Teatro Regio. "Dopo aver segnato un attivo di oltre 3 milioni di euro nel bilancio consuntivo del 2021 - commenta Lo Russo con il cappello di presidente del Regio - l’ingresso della prima banca italiana è ulteriore segno di quanto l’opera di risanamento stia ottenendo i risultati auspicati". 
L'impegno di Intesa San Paolo nelle attività culturali di Torino è pervasivo: la banca è da tempo sponsor fisso delle manifestazioni organizzate dal Comune, e il 16 maggio l'inaugurazione della sede museale di Gallerie d'Italia in piazza San Carlo segnerà un altro punto fermo di un impegno con il quale Intesa sembra voler risarcire Torino della "milanesizzazione" del vecchio istituto bancario San Paolo.
Intesa Sanpaolo è al fianco del Teatro Regio fin dal 2011, sostenendone anche il titolo inaugurale della Stagione. Oggi rientra con rafforzato impegno tra i Soci Fondatori secondo le regole del nuovo Statuto della Fondazione. La banca esprimerà un rappresentante nel Consiglio di Indirizzo in designazione congiunta con la Compagnia di San Paolo. Nel mandato corrente è confermato Michele Coppola, executive director Arte, cultura e beni storici di Intesa Sanpaolo, nominato per il 2022 vicepresidente pro tempore del 
Regio.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...